Carrega, una stella azzurra a Berkeley

L'unica italiana nella storia della Ncaa a partecipare al campionato di pallanuoto

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Da Imperia, ormai quattro anni fa, Carla Carrega ha intrapreso un viaggio che, in precedenza e a tutt'oggi, in Italia nessun'altra giocatrice di pallanuoto aveva compiuto. Sì perchè Carla si può definire come una pioniera: dalla Liguria, dalla Mediterranea Imperia, la sua squadra di casa, ha deciso di andare negli Stati Uniti, a studiare e giocare nella University of California, Golden Bears, questo il nickname delle sportive della squadra, a Berkeley.

"Quando è arrivata - ha raccontato Molly Quinn ex attaccante della squadra in uno speciale sull'azzurra apparso sul magazine dell'università 'Cal Sports Quarterly'- era vestita a festa, era fantastica con quella giacca di pelle italiana. Ma all'inizio non parlava. Gli offrii il mio letto, dicendole che sarei potuta andare in una stanza di un'altra compagna. Mi disse solo che non poteva, non ce l'avrebbe fatta a dormire da sola".

Si chiama 'The Jungle' il dormitorio dove alloggiavano le ragazze della pallanuoto della Cal, ma da quel giorno, dal timido arrivo, sono già passati quattro anni e Carla l'altra settimana ha iniziato quella che sarà la sua quarta e ultima stagione con le Golden Bears. Carrega, una promessa della pallanuoto italiana, convocata nelle nazionali giovanili, un argento agli Europei under 19 del 2014, quando ha deciso di attraversare l'Atlantico non aveva punti di riferimento, almeno per la pallanuoto, perchè è stata la prima italiana e lo è rimasta ancora fino ad oggi.

"In Italia - ha raccontato - le ragazze di solito vogliono restare a casa e tante mie compagne italiane continuano a chiedermi com'è questa esperienza. Io rispondo che è incredibile, eccitante, ma è l'altra faccia del mondo, si tratta di qualcosa di davvero unico e io sono felicissima". La nuova stagione della pallanuoto NCAA per Cal è cominciata vincendo e Carla ha anche superato le 100 reti segnate con quella calottina, la numero 6, grazie a un poker di gol messi a segno contro Loyola Marymount, in un torneo che si è giocato alle Hawaii ad Honolulu. Negli States però, oltre a evidenziare le sue qualità, che sono tante in acqua e fuori, continuano a chiederle come è possibile che sia ancora la sola pallanotista nata in Italia ad essere sbarcata negli Stati Uniti.

Infatti se atleti stranieri non sono una novità in campo maschile come in quello femminile, per l'Italia, in questo settore Carla non è stata ancora imitata. "Sono l'unica e questo mi piace moltissimo - ha confessato - venire qui è una scelta, non giochi più nella tua nazionale e sicuramente non fai più tutto quello che a casa era normale. Di solito gli atleti rimangono in Italia perchè possono essere pagati come professionisti, partecipare ai campionati del mondo e andare alle Olimpiadi". Carla Carrega però può avere aperto una nuova strada: infatti si è trasformata in una delle capocannoniere delle Golden Bears, ma al tempo stesso ha vinto anche prestigiosi premi universitari. Se adesso Carla è una star della squadra, per arrivare a questo punto la strada non è stata semplice. Ha dovuto lavorare e tanto per riuscire nell'impresa.

"La prima volta che sono scesa in acqua - ha ammesso - non avevo idea di cosa stesse succedendo, non riuscivo a capire, ma Molly mi ha insegnato le parole chiave". E se Molly Quinn è stata in pratica la prima persona che Carla ha conosciuto a Berkeley, l'ex compagna ancora oggi continua a descrivere l'azzurra in maniera fantastica. "Tutto quello che ha fatto è la dimostrazione di quale straordinaria persona sia. Una lavoratrice incredibile, ha faticato tanto per arrivare a questo punto".

Prima di sbarcare a Berkeley la Carrega, per le regole delle università statunitensi, aveva dovuto superare anche un esame di lingua inglese, il Toefl. Ma un conto è studiare sui libri, un altro è seguire allenatori e compagne di squadra, ma anche le lezioni all'interno di un ateneo. Poi con l'aiuto delle compagne, guardando film in inglese, leggendo libri e buttandosi nel maggior numero di conversazioni possibile, ecco che già dopo un mese ha iniziato a sentirsi più a suo agio.

L'unico aspetto che in questa avventura, incredibile per tanti versi, non si riesce a superare è la lontananza dalla famiglia. Ancora oggi parla un'ora al giorno con la mamma Patrizia, che insegna nuoto, il fratello Mattia, ex pallanotista, ora è un anestesista, ma è stato poi il padre Carlo chi l'ha fatta nuotare per la prima volta. "È la parte più difficile - dice ancora Carla - i primi mesi sono stati difficili, ma la squadra mi ha aiutato, sono diventata molto amica con alcune compagne e alla fine, quando tornavo a casa erano loro che mi mancavano".

Adesso Carla Carrega è allo sprint finale, sta per laurearsi in economia politica. "La scuola l'istruzione è stata sempre molto importante nella mia famiglia e questo è stato uno dei motivi per cui sono venuta qui. Amo la pallanuoto e Cal è la migliore università pubblica del mondo. Non potevo chiedere di più".

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