Nel paesino che si è spopolato il lavoro torna con gli anziani

A Roccabascerana riapre una struttura di accoglienza per 42 assistiti, Villa San Gallo

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C’è anche un Sud che riparte. E lo fa investendo sulla cura dei suoi abitanti più indifesi, vale a dire gli anziani. A Roccabascerana, paesino dell’Irpinia al confine tra le province di Avellino e Benevento paese d’emigrazione con poco più di 2 mila abitanti, in larga parte di età avanzata, ha riaperto una storica struttura di accoglienza per anziani e persone in difficoltà. Una novità che ha permesso tante buone azioni in un colpo solo: oltre ad aver permesso la ristrutturazione di una villa storica da tempo abbandonata, che permetterà con 42 posti letto di aiutare diverse persone bisognose di cure, ha anche assicurato 25 nuovi posti di lavoro in un territorio come quello irpino dove certo l’occupazione è un problema sempre vivo.

La struttura è “Villa San Gallo”, in località Vernilli: una villa che fu donata negli anni ’80 al comune di Roccabascerana, al tempo dei Longobardi era chiamata prima “Quascierana” e quindi “Rocca de Guasserana”, dalla comunità svizzera di San Gallo (da cui il nome) e che era già stata fino a 10 anni fa sede di una casa di cura. Dopo anni di abbandono e un bando pubblico per la riassegnazione della concessione, vinto dalla Cooperativa Sociale Gea, un’impresa sociale con esperienza trentennale nella gestione dei servizi alla persona su tutto il territorio campano, ecco la grande riapertura.

L’obiettivo dichiarato è quello di proporsi come un polo d’eccellenza sia per porre rimedio ai fenomeni di marginalità sociale che colpiscono gli anziani e le persone adulte che vivono senza una rete familiare capace di garantire loro un supporto assistenziale di qualità, sia per evitare ricoveri di ospedalizzazione anche quando non ce n’è la necessità. Una risposta importante ai bisogni del territorio, anche in termini di occupazione, con ben 25 nuovi posti di lavoro che garantiranno i livelli occupazionali di personale qualificato, esperto e competente.

Un elemento fondamentale in una zona sempre più interessata da uno spopolamento progressivo dei giovani a causa della scarsa presenza di tessuto produttivo capace di garantire un futuro lavorativo. La cooperativa Gea, per l’adeguamento della struttura, ha investito in proprio 600mila euro ed ha ottenuto 200mila euro da Coopfond, la società che gestisce il Fondo mutualistico per la promozione cooperativa alimentato dal 3% degli utili annuali di tutte le cooperative aderenti a Legacoop.

La Cooperativa, inoltre, attraverso la candidatura del progetto al bando della Regione Campania, ha ottenuto altri 250 mila euro di finanziamenti europei – che hanno consentito l’implementazione di attrezzature all’avanguardia per l’assistenza alla persona. La struttura, di oltre 1.000 metri quadri, è immersa nel verde ed è facilmente raggiungibile dal centro abitato. Progettata con i più moderni canoni architettonici e tecnologici offre ambienti luminosi, ampi spazi interni ed esterni curati nei minimi dettagli, con colori, arredi e percorsi in grado di ricreare un’atmosfera familiare e piacevole. Le camere, arredate con design moderno, sono dotate di bagno interno attrezzato per persone con ridotta mobilità, telefono, dispositivo di chiamata per l’emergenza, TV e Wi-Fi.

Gli spazi interni inoltre offrono zone relax per il benessere degli ospiti, come la biblioteca e gli spazi per l’ascolto della musica e la navigazione in internet. Un’attenzione speciale è riservata anche all’alimentazione, con la possibilità di menù personalizzati e prodotti tipici a km zero. Presenti all’inaugurazione della struttura le principali autorità locali, tra cui l’assessore alle politiche sociali della Regione Campania Lucia Fortini. «Dobbiamo operare – ha detto – per la ripartenza e questa struttura mi sembra il simbolo di questo obiettivo. Le persone devono essere al centro, le loro problematiche, i loro bisogni». È presente anche il presidente di Legacoop Campania Mario Catalano che parla di un «momento importante in cui dalla sinergia tra pubblico e privato nascono iniziative che valorizzando il sociale costruiscono nuovi posti di lavoro».

Elida Sergi

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