Lo chef italiano Andrea Burizzi (foto da Facebook)

Gente d’Italia vi porta a San Pietroburgo, in Russia. In Rue Joukovski, non lontano dalla magnifica Prospettiva Nevskij, sorge il ristorante Amarcord, che in cinque anni è diventato un punto di riferimento per tutti gli italiani che fanno scalo nella terra degli zar, conquistando anche il palato dei russi, da sempre innamorati della cultura e delle tradizioni del Belpaese. Ai fornelli c’è lo chef Andrea Burizzi, che, dieci anni fa, ha lasciato la sua Rovigo per trasferirsi ai piedi dell’imponente Ermitage.

Andrea, perché hai lasciato l’Italia? E perché hai scelto proprio San Pietroburgo?

“Da sempre sognavo di vivere un'esperienza all'estero. Avevo 27 anni (oggi va verso i 38, ndr) quando ho deciso di prendermi un anno sabbatico. Beh, posso dire che non sia ancora terminato (ride, ndr). Prima di trasferirmi, feci una vacanza tra Mosca e San Pietroburgo che mi aprì gli occhi: la Russia non è quel paese che Hollywood ha descritto per decenni. Ho impiegato pochissimo tempo ad accantonare i mille pregiudizi e stereotipi che mi accompagnavano, scoprendo invece un luogo che mi è entrato subito nel cuore”.

Pensi che la Russia abbia qualcosa in più rispetto all’Italia?

“Resto sempre dell’idea che l’Italia sia il paese più bello al mondo. Ma la Russia, di cui adoro le sue sfaccettature e il fatto che sia una nazione in crescita, mi sta regalando una splendida avventura e voglio godermela fino in fondo. Qui sono stato accolto benissimo: in dieci anni non c’è mai stata una mattina in cui, alzandomi, mi sia chiesto “che cosa ci faccio qui?”. Ho conosciuto una cultura diversa e imparato una lingua diversa, mi sono reinventato imprenditore dal nulla e, infine, a San Pietroburgo sono diventato papà. Non potrei non amare questa terra”.

Che cosa ti manca dell’Italia?

“Senza dubbio il sole e il mare. Per quanto riguarda il cibo, ho risolto aprendo un ristorante italiano”.

Già, l’Amarcord…

“Sì, 5 anni fa è iniziato questo percorso incredibile nel segno del made in Italy. L'Amarcord è un piccolo locale dove lavorano altri cinque professionisti italiani che si dividono tra sala e cucina: Michele Burizzi, Nicola De Paola, Luca Gallo, Michele D'Erario e Martino Salonna. Dunque, è un locale veramente italiano al 100% e i nostri ospiti lo capiscono e lo apprezzano. Le tante recensioni positive dei nostri clienti, italiani e non, sui social e su TripAdvisor ci gratificano e ci spingono a dare sempre il massimo”.

Sei diventato chef per scelta o per necessità?

“Direi per necessità. Chef è una parola che preferisco non usare soprattutto per rispetto di chi veramente chef lo è. Preferisco definirmi come una persona che ama cucinare”.

Qual è il tuo piatto forte e quello preferito dai russi?

“Per entrambi la carbonara. Rigorosamente senza panna”.

Com’è vista l’Italia in Russia?

“Benissimo. Architetti, musicisti, cantanti e made in Italy...  i russi amano l'Italia forse di più di quanto la amiamo noi”.

In estate la Russia ospiterà la Coppa del Mondo, ma l’Italia non ci sarà. Immagino ti avrebbe fatto piacere seguire il cammino della Nazionale da vicino…

“La sera della partita contro la Svezia il nostro locale era pieno di italiani e per la prima volta ho visto delle persone piangere. Mi è dispiaciuto tantissimo: dopo Italia ’90 sarebbero stati i miei secondi mondiali in "casa". L'Amarcord è il locale preferito dagli amanti del calcio italiano, infatti durante le partite di Serie A, Champions e Nazionale siamo sempre pieni e tra i nostri tavoli regna un'atmosfera da stadio. Sarà triste vedere un Amarcord più tranquillo del solito durante il periodo dei Mondiali. E’ scontato dire che a questo punto tiferemo per la Russia”.

Il 4 marzo ci saranno le elezioni in Italia. Voterai? E che cosa speri possa cambiare nel nostro Paese?

“Certo, voterò con la speranza che qualcosa cambi finalmente.  L'Italia ha tutte le carte in regola per essere una delle più grandi nazioni al mondo, sappiamo fare tutto meglio degli altri e abbiamo una grande storia. Purtroppo nel corso degli anni questa classe politica vecchia e ben ancorata alla poltrona ci ha fatto diventare una nazione di serie C”.

Torneresti a vivere in Italia?

“Sì, ma non a breve”.

Un saluto in russo agli italiani del mondo.

“До свидания, мы ждем вас в Амаркорде! (ciao, vi aspettiamo all’Amarcord, ndr)”.

(di Domenico Esposito)

E' SEMPRE FESTA ALL'AMARCORD:

ALCUNE FOTO:

Il ristorante Amarcord di San Pietroburgo (foto da Facebook)
Il ristorante Amarcord di San Pietroburgo (foto da Facebook)

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