Continua a tenere banco in Uruguay il caso della pubblicità sulla facciata dell’Ospedale Italiano. Da oltre un mese, ci sono quattro enormi strisce blu che pendono dal cornicione alla scalinata e promuovono il marchio dell’azienda Universal con il suo logo e il numero di telefono.

Una notizia che ha suscitato clamore e indignazione come denunciato da Gente d’Italia recentemente. Sulla vicenda, nei giorni scorsi, è intervenuto il Comites, il Comitato degli Italiani all’Estero di Montevideo nella sua prima riunione dell’anno. Il tema è stato introdotto dalla segretaria Roma Musetti che ha chiesto spiegazioni al riguardo.

“Questo è un patrimonio della collettività italiana e vedere una pubblicità gigante sulla facciata è intollerabile. La collettività vuole sapere cosa fa l’associazione che gestisce il patrimonio perché non si hanno notizie. Dobbiamo essere informati”.

Il riferimento è all’Associazione Sociale e Culturale Ospedale Italiano, l’ente incaricato di gestire la parte “storica”della struttura che nacque nel 2012 in seguito al fallimento dello storico edificio. Dopo l'intervento del Governo uruguaiano, la società Universal si aggiudicò l'appalto dovendo però accettare una clausola frutto delle trattative con le autorità italiane per conservarne il patrimonio storico e sociale che consiste nella facciata che da su avenida Italia, la cappella e una parte del salone oltre all’ampio giardino che ha al suo interno due monumenti storici: uno che ricorda i caduti nella Grande Guerra e un altro (un obelisco) che rende omaggio all'eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi.

Dopo la scomparsa di Domingo Gallo, l’incarico di presidente è ricoperto attualmente da Laura Vera. A rispondere alla segretaria del Comites ci ha pensato la consigliera Filomena Narducci che fa anche parte dell’associazione. “Dobbiamo ricordare innanzitutto che l’Ospedale italiano non esiste più dato che fu venduto all’Universal. Sono loro i proprietari, noi siamo invitati”.

La Narducci ha ribadito “l’accordo con l’Universal” per la collocazione della pubblicità concessa dopo una richiesta approvata all’unanimità dall’associazione: “L’accordo è stato fatto con spirito di collaborazione dato che c’è una buona volontà da entrambe le parti. Francamente non capiamo le polemiche”. La concessione della pubblicità, a dire il vero, è una sorta di ricompensa visto l’impegno dei proprietaria nella gestione della parte storica dell’ospedale: “Sono loro che pagano le spese di manutenzione, la luce e le pulizie”.

Tra gli esempi citati, la consigliere ha ricordato l’ultimo (e unico dell’anno) evento organizzato, ossia la cerimonia per la commemorazione dei caduti dello scorso 4 novembre. “È stata l’Universal a pulire tutto il giardino e a preparare l’evento. Chi ha convocato l’iniziativa non ha fatto nulla. È bello arrivare e trovare tutto pulito ma le cose si pagano”.

In quell’occasione la cerimonia fu organizzata dall’Ambasciata italiana con la collaborazione del Comites e dell’Ancri (Associazione Nazionale ex Combattenti e Reduci di Guerra). “Forse molti non lo sanno ma posso garantire che è stato fatto tantissimo pur senza risorse economiche” ha spiegato il consigliere José Mendez intervenuto nel corso dell’ultima riunione del Comites.

“Con il presidente Gallo abbiamo cercato di coinvolgere le istituzioni uruguaiane per un progetto di riqualificazione. C’è bisogno di un contributo importante dato che le spese sono molto alte. Abbiamo cercato collaborazioni anche all’interno della collettività italiana ma senza successo. Oggi c’è una situazione critica. Purtroppo lo stato di deterioramento sta diventando sempre più problematico”.

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