Stefano Casini

"Caro Direttore,

in virtù di non essere stato eletto come Deputato della Repubblica Italiana, Ti chiedo il permesso per tornare a far parte di una famiglia che è, oltre a quella di sangue, è GENTE D’ITALIA.

Però voglio anche e subito comunicarTi che ho già inoltrato una denuncia alla Procura della Repubblica di Roma per i fattacci che sono accaduti in Uruguay in queste elezioni politiche 2018 che mi hanno pregiudicato in forma flagrante ed è per questo che mi permetto di raccontare a Te e ai lettori le mie due bidonate all’italiana ricevute nella mia vita.

La prima fu negli anni ’80 quando, ancora molto giovane, mi comunicarono che c’era un concorso all’Ambasciata per minori di 35 anni.

Dal 1973 facevo già il giornalista. Ne parlai con mia moglie e decisi di presentarmi.

La prima prova era una traduzione scritta italiano-spagnolo.

Per me, che da quasi 10 anni già lavoravo come interprete simultaneo per la mia conoscenza di Italiano e Spagnolo, fu un gioco da ragazzi. Si trattava, lo ricordo bene, di un tema generale, molto semplice che mi aveva occupato solo 20 minuti.

Quando furono noti i risultati, non ricordo chi, mi disse che il mio lavoro aveva ricevuto una "nota" di 28 su 100!

Incredulo spiegai al funzionario che, sicuramente, c’era stato un errore….ma e il tizio mi rispose che la busta che conteneva la mia traduzione era inviolabile.

Come italo-uruguaiano che ha studiato all’Università e che ero anche interprete simultaneo, era ovvio che la mia traduzione non avrebbe potuto ottenere un risultato inferiore al 95 su 100.

In quel periodo ero Direttore del settimanale L’ECO D’ITALIA del mio caro amico e compagno di lavoro Gaetano Cario allora decisi di rendere pubblica questa ingiustizia: ma non potevo dimostrare a nessuno che c’era stato un errore.

Dopo pochi giorni, capii che il concorso era totalmente digitato (non so da chi) e doveva vincere qualcuno a cui era stato promesso il posto di lavoro…… Questa fu la mia prima bidonata.

La seconda bidonata è fresca di ore….…

Con i miei collaboratori e in forma diretta, sapevo di avere ottenuto qui in Uruguay, almeno 4.000 voti validi, ma ho scoperto con grande rammarico e non senza stupore che me ne hanno aggiudicati meno di 900!

A questo punto, caro Direttore, mi dici come faccio a dimostrare che sono stato oggetto della mia seconda bidonata italiana?

Nel passato, nelle elezioni politiche all’estero abbiamo visto frodi e brogli di ogni genere, dall’acquisto di buste alla stampa di schede da parte di candidati a schede riempite in un Consolato Generale, ma qui, dopo il successo del 40,66% di partecipazione del 2013 al 20% del 2018, diventa tutto molto più evidente.

Siamo stati fregati signori! Cercheremo però di sapere da chi.

Sicuramente è stata pesantissima la mancanza assoluta dell’Ambasciata in quanto a diffusione e pubblicità per gli aventi diritto, con l’assoluta inefficienza della posta locale che ancora sta distribuendo le buste (negli ultimi 4 giorni con gli scrutini chiusi, il nostro gruppo ha ricevuto oltre 1500 messaggi di persone che aveva ricevuto le buste dopo il 1 marzo)

E ancora: la strana comunicazione dell’Ambasciata all’ABITAB che ha l’obbligo di consegnare le buste ricevute alla cancelleria fino al 31 marzo!!! (nella foto) Insomma, ennesima bidonata….

Ci dicono che nessuno ha colpa….

Sicuramente lo Stato Italiano non si prende nessuna responsabilità ed è più che evidente che i principali partiti politici italiani, soprattutto quelli che si sono affermati poco dopo queste “pseudo” elezioni, hanno la chiarissima intenzione di eliminare il voto per gli italiani all’estero.

Diranno che i partiti Maie e Usei non contano nulla in Parlamento, che vengono distrutte o eliminate le poche prove (le buste) che hanno fatto il loro nome, facendo nascere così l’alibi solito per eliminare un diritto che “nessuno vuole esercitare”.

È patetica questa politica, è ingiusta, è piena di incertezze ed ha un solo obiettivo: distruggere il tessuto sociale italiano all’estero per poter risparmiare qualche milione di Euro ed eliminare il voto politico per tutti noi.

Ma le bidonate, amici miei, sono vere.

Ci hanno fregato un’altra volta, mi hanno fregato un’altra volta e mi dispiace per quel bellissimo gruppo pieno di entusiasmo sano che aveva la speranza di avermi in Parlamento.

Mi dispiace molto più per loro che per me!

Io sono sempre lo stesso, lo stesso Stefano Casini che serve le comunità italiane dell’America Latina da oltre 40 anni e che torna orgoglioso a far parte della famiglia GENTE D’ITALIA nella ferma convinzione che la Procura della Repubblica apra un fascicolo e cominci un’indagine serie sulle irregolarità del voto in Uruguay.

Tuo,

Stefano Casini".

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