Torino, protesta degli anarchici al processo "Scripta manent" ai 23 imputati per terrorismo: udienza sospesa, l'aula è stata sgomberata

Dopo nove anni tra inchiesta e processi, la Corte di Cassazione ha assolto un uomo di 49 anni accusato di aver tentato di rubare una melanzana in un campo. L'uomo era stato condannato dalla Corte d'appello di Lecce a cinque mesi di reclusione. La Suprema corte ha invece stabilito che, nel caso specifico, debba essere applicata la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.

PROCESSO COSTATO MIGLIAIA DI EURO
Il processo - riporta il Nuovo Quotidiano di Lecce - è costato allo Stato alcune migliaia di euro poiché l'imputato è risultato indigente ed ha usufruito del patrocinio gratuito nei tre gradi di giudizio. Nei processi di primo grado e di appello non erano state ravvisate le condizioni per giustificare il furto (poi derubricato in tentato) con lo stato di necessità, anche perché per l'imputato si era parlato di condotte abituali in ragione di alcuni precedenti penali anteriori al 2000.

LA CASSAZIONE HA "BACCHETTATO" I GIUDICI SALENTINI
La Cassazione ha anche bacchettato i giudici salentini per l'errato calcolo della pena massima (sei anni anziché quattro previsti per il tentativo di furto) che ha poi comportato l'impossibilità di considerare la tenuità del fatto.

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