Centoventi anni di storia e di storie del calcio italiano. Per un curioso e chiaramente crudele
scherzo del destino la Figc (Federazione Italiana Giuoco Calcio) celebra un compleanno
così importante proprio nell’anno in cui per la seconda volta, a sessant’anni dal precedente
del 1958, la Nazionale non è riuscita a qualificarsi ai Mondiali. La festa, comunque, è grande lo stesso, nonostante il 2018 si tratti proprio dell’anno zero per il governo del calcio italiano, commissariato dopo le dimissioni di Carlo Tavecchio seguite al disastro dello spareggio perso dagli azzurri con la Svezia.

Tante le iniziative in programma fino a novembre, dai francobolli celebrativi per i 120 anni Figc e i 60 del centro tecnico di Coverciano ai tornei “Vivo Azzurro Cup” e “Azzurri Partner’s Cup”. La Federazione Italiana Giuoco Calcio è stata costituita a Torino il 26 marzo 1898. Dal primo campionato (disputato in un’unica giornata al Velodromo Umberto I, l’8 maggio 1898 con il successo del Genoa) a oggi la federazione ha fatto un enorme salto di qualità, contribuendo a far diventare il calcio il più importante fenomeno sportivo nazionale.

Attualmente sono ben 13.491 le società affiliate che schierano più di 60.000 squadre con una forza di circa 1.400.000 tesserati in campo ogni anno per oltre 600.000 gare. È una storia che coincide con quella del calcio italiano e dei suoi successi internazionali: 4 Coppe
del Mondo (1934 - 1938 - 1982 - 2006), 1 Campionato Europeo (1968), 1 Medaglia d’oro e 2 Medaglie di bronzo alle Olimpiadi (1936, 1928 e 2004), oltre ai successi delle Nazionali giovanili e a quelli conquistati dai club italiani nelle competizioni Fifa e Uefa.

L’esordio della Nazionale risale al 15 maggio 1910, all’Arena di Milano, in maglia bianca (Italia-Francia 6-2); l’anno successivo, contro l’Ungheria, fa la sua prima apparizione la mitica maglia azzurra, in omaggio al colore di casa Savoia. L’evoluzione del calcio italiano continua dopo la grande guerra con la prima Coppa Italia vinta dal Vado nel 1922 e, soprattutto, con i primi grandi trionfi della nazionale del CT Vittorio Pozzo, che conquista due titoli mondiali (1934-1938) e la medaglia d’oro alle Olimpiadi del 1936.

Nel secondo dopoguerra c’è anche il calcio tra i fattori che aiutano a far ripartire l’Italia: sono gli anni del Grande Torino di Loik e Mazzola, che vinse cinque scudetti di fila prima della tragedia di Superga (1949), che ebbe grandi ripercussioni negative anche sulla Nazionale, che fu eliminata al primo turno in Coppa del Mondo nel 1950 e nel 1954 e mancò la qualificazione all’edizione 1958. Proprio dopo quel risultato negativo il commissario Bruno Zauli varò il rinnovamento della Figc istituendo nel 1959 le tre Leghe (Professionisti, semi Professionisti, Dilettanti) e facendo nascere il Settore Tecnico e il Settore Giovanile e Scolastico.

Grazie anche a quella riforma il calcio italiano tornò protagonista in campo internazionale: prima grazie ai successi dei suoi club, su tutti Inter e Milan, poi grazie a quelli della Nazionale guidata da Valcareggi, che nel 1968 si laurea Campione d’Europa nel torneo giocato in casa e nel 1970 sfiora il successo alla Coppa del Mondo in Messico, piegata in finale solo dal Brasile di Pelé. I successi arrivano anche fuori dal campo con il Presidente Figc Artemio Franchi che diventa Presidente UEFA nel 1973 e Vice Presidente FIFA nel 1974.

Dopo il quarto posto nella Coppa del Mondo 1978 e lo scandalo del “calcio scommesse”, l’Italia calcistica torna a esultare grazie agli Azzurri di Enzo Bearzot che conquistano il terzo titolo mondiale in Spagna nel 1982. Il calcio italiano entra negli anni ’90 con entusiasmo grazie ai successi internazionali di Milan, Juventus e Sampdoria che vinsero rispettivamente Coppa dei Campioni, Coppa Uefa e Coppa delle Coppe nel 1990 ma anche soprattutto all’organizzazione dei Mondiali “Italia ‘90”, sebbene le “Notti Magiche” cantate da Edoardo Bennato e Gianna Nannini sono magiche soprattutto per i tedeschi, che vincono la finale contro l’Argentina, “giustiziera” ai rigori degli Azzurri di Azeglio Vicini, che chiudono al terzo posto.

Nel 1991 la Nazionale riparte dal “mago di Fusignano”, Arrigo Sacchi, allenatore del Milan dei record di Berlusconi, ma l’agognato trionfo ai Mondiali di Usa ’94 sfuma ancora
una volta in finale ai rigori contro il Brasile. In compenso è l’Under 21 di Cesare Maldini a conquistare numerosi trofei: tre Europei consecutivi nel 1992, 1994 e 1996 (ai quali vanno aggiunte le vittorie del 2000 e del 2004 con Marco Tardelli e Claudio Gentile in panchina). Gli anni ’90 vedono anche la nascita delle pay tv e la questione dei diritti televisivi; la riforma delle competizioni internazionali per club (1992), gli effetti della sentenza Bosman (1995) e il decreto legge (1999) che istituisce la rappresentanze delle componenti tecniche nei consigli Federali. Il decennio si chiude con due beffe firmate dalla
Francia: ai Mondiali ’98 (ko ai quarti ai rigori) e all’Europeo 2000 (ko in finale con il golden gol nei supplementari).

Nel 2004, l’Under 21 conquista il bronzo alle Olimpiadi di Atene, mentre a Manchester (2003) la Champions League è assegnata per la prima volta in una finale tutta
italiana fra Milan e Juventus. Nel 2006, proprio nell’anno in cui esplode lo scandalo “Calciopoli” la nazionale di Marcello Lippi alza a Berlino la quarta Coppa del Mondo della storia battendo la Francia ai rigori. Successo che non sarà ripetuto in Sudafrica (2010), dove gli azzurri escono al primo turno.

Arriva Cesare Prandelli, che entusiasma gli italiani nell’Europeo 2012 fino alla finale, dove è sconfitta con un secco 4-0 dalla Spagna. La successiva eliminazione al Mondiale in Brasile (2014) determina le dimissioni del Presidente federale Abete e del CT Prandelli. Siamo dunque ai giorni nostri, con l’elezione di Carlo Tavecchio, allora presidente della Lega Dilettanti, l’11 agosto 2014. Nel 2016 la nazionale di Antonio Conte si arrende solo ai rigori ai quarti di finale contro la Germania. Il resto è storia recente con l’arrivo di Gian Piero Ventura e la disfatta alle qualificazioni per i mondiali di Russia 2018.

In attesa di conoscere il prossimo 20 maggio, come promesso dal vicecommissario Alessandro Costacurta, il nome del CT che dovrà ricostruire dalle macerie per provare a riportare la nazionale ai livelli che merita, la Federazione ha già iniziato il programma delle celebrazioni per i 120 anni che culmineranno a novembre con un simposio tecnico internazionale a Coverciano. Sul sito www.figc.it tutte le iniziative.

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