L’Istituto Italiano di Cultura di Montreal continua la propria intensa attività anche attraverso una serie di incontri denominati 'Il Genio vagante: Italiani di arte, lettere, scienze... nel mondo'.

Si tratta di un momento che l'IIC della metropoli canadese ha voluto creare per i giovani e l'ultima delle conferenze programmate ha voluto accentrare la propria attenzione su 'Il Caravaggio napoletano e il secolo delle donne'. Un appuntamento curato da Alessandro Giardino, docente associato di studi italiani e francofoni oltre che ad essere il coordinatore degli studi europei alla St. Lawrence University di New York.

Con questa conferenza si è voluto analizzare la produzione napoletana del Caravaggio. Partendo anche da un recente recupero di due opere del grande Maestro, l'analisi del prof. Giardino si è voluta accentrare su quella che si definisce la 'carica trasformativa che il pittore ha voluto assegnare alle figure femminili rappresentate nelle proprie opere e che provengono da diversi strati sociali'.

Caravaggio, il cui vero nome era Michelangelo Merisi, nacque a Milano il 29 settembre 1571 e morì a Porto Ercole il 18 luglio 1610. Durante la sua vita ebbe due periodi che lo portarono a Napoli: il primo, alla fine del 1606, quando si trattenne nei Quartieri Spagnoli per quasi un anno, un arrivo scortato da una fama che era già ben radicata. Poi il ritorno avvenuto alla fine dell'estate del 1609 e fu qui che affrontato da alcuni uomini che erano al soldo di un suo rivale maltese, rimase sfigurato.

Molti furono i dipinti del primo periodo napoletano, ma solo due ne sono rimasti in città. Più difficile, da un punto di vista artistico, la ricostruzione del secondo periodo, di sicuro il 'Martirio di sant'Orsola' (1610), dipinto per Marcantonio Doria, conservato oggi nel Palazzo Zevallos di Napoli, è considerato il suo ultimo lavoro.

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