Fino al 2007 aveva licenza per commercializzare il marchio Yves Saint Laurent in Argentina e Uruguay, ma ha continuato a sfruttare il logo della prestigiosa griffe di moda per altri 11 anni, fino a quando la guardia di finanza di Como non ha scoperto la frode. E' una vera e propria centrale del falso quella sgominata dai baschi verdi del capoluogo lariana, con base a Buenos Aires e complici in Lombardia.

L'ex concessionaria in tutti questi anni ha messo in vendita circa 800mila capi d'abbigliamento e accessori marchiati Yves Saint Laurent del valore di 150 milioni di euro, in realtà prodotti in Cina e spacciati come originali grazie ai marchi e alle etichette false apposti da aziende milanesi e comasche compiacenti.

Sono stati gli stessi responsabili di YSL ad accorgersi della frode vedendo esposti capi palesemente contraffatti in uno store di New York. Da lì sono scattate le indagini che hanno portato prima a Como, poi a Buenos Aires. I legali rappresentanti e gli imprenditori a capo delle società coinvolte sono stati denunciati per contraffazione, frode nell'esercizio del commercio e ricettazione.

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