Il governo uruguaiano in forcing sul Parlamento per l'approvazione del Trattato di libero scambio (Tls) con il Cile. Montevideo ha avviato un intenso negoziato politico per affrettare l'approvazione dell'accordo, non escludendo un coinvolgimento dell'opposizione.

RATIFICA BLOCCATA DAL FRENTE AMPLIO
Attualmente la ratifica parlamentare è bloccata a causa dell'opposizione dell'ala posizionata più a sinistra dello stesso gruppo parlamentare del partito di governo, il "Frente Amplio" (Fa).

NOVOA ATTACCA LE MINORANZE: "SEQUESTRATA LA DEMOCRAZIA"
"Nel Parlamento abbiamo i voti per far ratificare l'accordo, non è possibile che venga sequestrata la democrazia uruguaiana", ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri, Rodolfo Nin Novoa, puntando il dito inoltre contro le "minoranze che prendono decisioni in organi che non sono competenti".

LA REAZIONE DELLE OPPOSIZIONI ALLE PAROLE DEL MINISTRO
La dichiarazione del ministro, segnala il quotidiano "El Pais", ha suscitato tuttavia la reazione del gruppo all'interno del Fronte che si oppone al Tls con il Cile e che si trova allineato in questo caso con il Partito comunista e il gruppo parlamentare che fa capo alla deputata Constanza Moreira.

IL GOVERNO INCASSA L'APPOGGIO DI SOCIALISTI E POPOLARI
A fronte della dissidenza interna, il governo potrà contare ad ogni modo con l'appoggio del Movimento di partecipazione popolare e del Partito socialista, che hanno manifestato al ministro Novoa la loro disponibilità a far passare il progetto in commissione in Senato per poterlo poi trattare in seduta.

LA MOSSA DELL'ESECUTIVO
In questo senso fonti del governo hanno confermato a "El Pais" che verrà consentito ai parlamentari del Fa che dissentono con il Trattato, di votare contro, avvertendo allo stesso tempo che in quel caso il governo ricorrerà ai voti dell'opposizione.

 

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