Ogni giorno, dopo che sono sbarcati o arrivati in qualche modo in Italia, trentacinque euro al giorno a testa ovviamente. E poiché i migranti in attesa di qualcosa (permesso di soggiorno o espulsione) sono in Italia circa 174mila, i conti sono presto fatti: 35 per 174mila sono gli euro che ogni giorno... Matteo Salvini ha subito, aveva appena giurato da ministro degli Interni, tenuto ad annunciare che sono troppi i soldi che l’Italia
spende per i migranti e che arriveranno robusti tagli. Quando taglierà, taglierà soprattutto sulle e nelle tasche degli... italiani.

E già, perché di quei 35 euro al giorno per i migranti nelle strutture di accoglienza (i clandestini sono altra cosa e non ricevono certo un solo euro) al migrante in carne e ossa ne vanno due e mezzo di euro. Il resto, i restanti 32,5 euro vanno alle strutture pubbliche e private che gestiscono l’accoglienza e i migranti stessi. Se c’è eccesso di spesa e sperpero (può essere, non è detto sia sempre così) questo non è imputabile certo a quanto va materialmente in tasca al migrante.

Se si spende troppo e male è l’industria dell’accoglienza a farlo. Sono mani italiane e tasche italiane quelle cui Salvini annuncia tagli. E non è detto che in alcuni casi il taglio annunciato da Salvini non possa essere salutare (casi di malversazione e di mala gestione a danno sia della cassa pubblica che degli stessi migranti hanno coinvolto più di una cooperativa dell’accoglienza). Ma i conti vanno fatti precisi e adeguati alla realtà. Un sacco di gente, tantissima tra l’elettorato leghista, è pronta a giurare che i 35 euro al giorno, anzi di più, vadano in tasca al migrante e che fare il migrante convenga più che fare... l’italiano.

Trenta cinque euro al giorno sono più di mille euro al mese, più del futuribile reddito di cittadinanza. E quindi lo stipendio al migrante indigna, irrita e fomenta. Ma lo stipendio al migrante, i 35 euro al giorno, non esiste. Di quei 35 euro il migrante ne vede due e mezzo,gli altri 32 e mezzo vanno agli italiani, buoni e/cattivi, dell’accoglienza...

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