Nel clima di euforia mondiale per il tifo uruguaiano c’è finito anche il David di Michelangelo che dall’inizio del torneo veste la maglietta Celeste.  El David - come viene chiamato da queste parti - è una replica della famosa opera realizzata dallo scultore toscano Michelangelo, considerata uno dei capolavori della storia dell’arte.

La replica uruguaiana è stata inaugurata il 25 agosto del 1931 e attualmente si trova nel piazzale che ospita la sede del comune di Montevideo dove in questi giorni veste con una semplice maglietta celeste e i pantaloncini neri che richiamano i colori della nazionale.

Così si è espresso il sindaco di Montevideo Daniel Martínez sull’argomento in un messaggio pubblicato recentemente sul suo profilo di Twitter: “Costantemente ci inviano proposte per diversi interventi urbani, questa è una di quelle, l’abbiamo accettata e la condividiamo. Per fortuna alla gente l’idea è piaciuta e infatti il David sta ricevendo in questi giorni più foto rispetto a quelle che aveva avuto in un decennio”.

Insomma si tratta solo di una simpatica idea, sostengono in molti, che sta portando un intero paese a stringersi intorno alla sua squadra in un’apoteosi di bandiere con il sole di maggio che risplende un po’ ovunque e anche sui monumenti. Eppure non tutti sembrano essere d’accordo con questa interpretazione.

Dalla Galleria dell’Accademia di Firenze - che ospita il capolavoro originale di Michelangelo - sono giunte critiche all’immagine del David tifoso a Montevideo. La vicenda è stata rivelata dal restauratore uruguaiano Enrique Costa all’interno del programma “Al Pan Pan” in onda su Radio Sarandí. Il restauratore ha raccontato di essere appena tornato da Firenze dove ha avuto modo di conversare con la direttrice della Galleria Cecile Hollberg la quale avrebbe criticato la scelta della Intendencia di Montevideo e avrebbe anche pronunciato queste parole: “Perché gli uruguaiani non si inventano un’altra cosa? Cosa proverebbero loro se ci mandassero Artigas e noi gli metteremmo la maglietta dell’Italia?”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome