Si è svolto alla Ambasciata d'Italia a Washington D.C. il concerto 'State of the art' di Fabrizio Bosso. L'evento è stato organizzato dall'Istituto Italiano di Cultura della capitale USA in partnership con il 13º DC JazzFest e il WPFW.

Una esibizione che ha avuto un grande successo su un palcoscenico poi estremamente particolare. Bosso, torinese, nato il 5 novembre 1973, è definito la tromba più emozionante del jazz italiano. La musica nel sangue, Bosso a soli 15 anni ha ottenuto il diploma al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, un diploma in tromba ovviamente. Poi da lì ha completato i suoi studi musicali proprio a Washington D.C., al St. Mary College.

Una carriera ormai lunghissima con collaborazione d'alto livello con artisti riconosciuti quali Claudio Baglioni, Bruno Lauzi, Tullio De Piscopo, Bob Mintzer, Randy Brecker, Gianni Basso. Un elenco lunghissimo che potrebbe continuare. Se nel 1999 fu votato come il 'Miglior Nuovo Talento' del jazz italiano, oggi Bosso rappresenta questo genere musicale nella maniera più ampia. E si rinnova ogni anno la sua presenza in uno degli appuntamenti, a livello, mondiale, più importanti come l'Umbria Jazz.

Nel 2003 ha partecipato anche al Festival di Sanremo con Sergio Cammariere, una presenza che poi ha ripetuto nel2009 come ospite della giovane promessa Simona Molinari. Ma nel 2011, di nuovo al Teatro Ariston della località ligure celebre in tutto il mondo per la musica, ha accompagnato Raphael Gualazzi con un brano che poi ha vinto la categoria Giovani. Lo stesso anno alla London Symphony Orchestra assieme a Stefano Fonzi ha inciso 'Enchantment' un tributo alla musica di Nino Rota. Vastissima è la sua discografia: dal 2000 con 'Fast Flight, Red', fino al 2017 con appunto 'State of art' che ha riproposto nella sua esibizione a Capitol City.

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