Protesta del CoNo: il dossier olimpico sarà dato alle fiamme

Non mollano gli attivisti del CoNo, il Coordinamento contro la candidatura di Torino alle Olimpiadi del 2026. Per lunedì sera, alla vigilia della probabile decisione del Coni sulla candidatura italiana per l'edizione dei Giochi invernali del 2026 (oltre a Torino, ci sono in lizza anche Milano e Cortina), il fronte del No si riunirà nei pressi del braciere olimpico di Torino 2006, proprio davanti allo stadio Olimpico "Grande Torino" dove dodici anni fa si svolsero le cerimonie di apertura e chiusura dei giochi invernali. L'appuntamento è a partire dalle ore 18.

IL CONO BRUCERA' IL DOSSIER OLIMPICO
Lì, il fronte anti-giochi inscenerà quella che è stata definita come la "Cerimonia di chiusura di Torino 2026dando fuoco al dossier olimpico di 177 pagine presentato nei giorni scorsi dalla sindaca Chiara Appendino.

IL POST SU FACEBOOK
"Fuoco - si legge in un post Facebook - per bruciare la speculazione, la mancanza di democrazia, la mistificazione e la manipolazione che incombono su Torino a causa di una scelta voluta dall'amministrazione comunale. Una cerimonia simbolica e pacifica, per dire a tutta Italia che Torino è contraria a queste maxi speculazioni".

SI PARTE DALL'EX MOI
La singolare protesta prenderà il via alle ex palazzine olimpiche del villaggio Moi, "uno dei molti simboli del furto olimpico di denaro pubblico di dodici anni fa" scrivono gli organizzatori. Da qui partirà una passeggiata per raggiungere lo Stadio Olimpico dove, "nel nostro braciere - spiegano - faremo divorare dalle fiamme quei fogli pieni di nulla che rappresentano un pericolo letale per la nostra città".

ALBANO (M5S) VICINA AL CONO
A esprimere interesse per la manifestazione di lunedì sera, anche la consigliera comunale del M5S Daniela Albano, una delle più critiche, fin dalle prime ore, nei confronti della candidatura di Torino alla kermesse olimpica. "Dopotutto Appendino sa bene che tra gli animatori del CoNo (...) ci sono molti simpatizzanti dei Cinquestelle" scrivono gli attivisti del coordinamento sulla loro pagina Facebook.

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