Si è dichiarato pentito Oscar Centeno, l'autore dei "quaderni della corruzione", che hanno dato il via alla mega inchiesta sulle mazzette negli appalti pubblici che vede indagati, tra gli altri, diversi ex funzionari del precedente governo, tra i quali la stessa ex presidente Cristina Fernandez de Kirchner, l'ex ministro plenipotenziario dei lavori pubblici Julio De Vido, oltre a numerosi imprenditori aggiudicatari delle principali opere pubbliche.

I "QUADERNI DELLA CORRUZIONE"
L'inchiesta è partita dal ritrovamento dei "quaderni della corruzione", dove l'autista del sottosegretario Baratta, Oscar Centeno, anche lui già agli arresti, ha preso nota con estrema accuratezza, di tutti i viaggi dell'esattore di De Vido, segnando persone, luoghi, date e cifre. In base ai dati registrati nei quaderni il giudice Bonadio ha già disposto l'arresto di tutti i collaboratori più vicini all'ex ministro dei Lavori pubblici.

ECCO DOVE FINIVANO LE MAZZETTE
Da quanto risulta nei quaderni, parte delle mazzette che venivano raccolte da Baratta, venivano infatti portate direttamente al loro domicilio privato dell'elegante quartiere della Recoleta, nella città di Buenos Aires. Agli arresti nel corso dell'operazione di polizia iniziata durante la notte dal giudice Bonadio e non ancora conclusa, oltre a Baratta e Centeno, anche l'ex sottosegretario Rafael Llorens, l'ex direttore di Enarsa, Walter Fagyas, l'ex impiegato dell'ufficio di De Vido, Nelson Lazarte, e l'ex impiegato del governo Hugo Martin Larraburu. Sul fronte imprenditoriale sono finiti in carcere invece gli ex dirigenti della compagnia elettrica "Electroingenieria", Gerardo Ferreyra e Luis Neyra, ed Hector Sanchez Caballero, dell'impresa di costruzioni Iecsa.

LA TESTIMONIANZA DI CENTENO
Secondo il quotidiano "La Nacion", Centeno ha reso testimonianza di fronte al pm Carlos Stornelli, che non ha rilasciato commento alcuno sul contenuto delle dichiarazioni del pentito che, secondo quanto detta la legge Argentina, per accedere a questo beneficio deve "apportare informazioni utili sul fatto oggetto dell'indagine" e individuare "responsabili di eguale o maggior gerarchia" oltre a "dati utili a recuperare il patrimonio".