Il sogno americano. Cullato e realizzato, trasformato in concreta prospettiva di carriera professionale. Musicista a tempo pieno e a tutto tondo. Pianista, chitarrista, compositore, paroliere, cantante. In Italia o dove? Altrove, negli Stati Uniti. Punto di partenza Boston, il Berklee College. La prestigiosa università statunitense, formidabile scuola che sfornato decine di grandi artisti che hanno calcato i palcoscenici di mezzo mondo.  Una delle più importanti nel panorama musicale moderno e contemporaneo. In quella scuola hanno mosso i primi passi musicisti del livello di Keith Jarrett e compositori del calibro di Quincy Jones. 

In quel contesto da sogno approderà tra poche settimane un giovane italiano. Lorenzo Bellini (il cognome è tutto un programma, però nessuna lontana parentela, solo una fascinosa omonimia), toscano di Scandicci, Firenze. Ventidue anni, contattato dagli americani con una mail. La risposta a una sua richiesta corroborata dal successo conseguito mesi prima in un’audizione a Monaco di Baviera. “Congratulazioni, sei stato ammesso al Berklee College di Boston”.

Lorenzo si tratterà tre anni a Boston. Studierà pianoforte, seguirà corsi di composizione, armonia, ingegneria musicale, produzione e registrazione. E si confronterà inoltre con la chitarra e il canto.  “Il mio obiettivo è suonare i testi che compongo e scrivo”. Un genio o che cosa, il sognatore toscano? Genio mai, né delle note e neppure un talento.  “Ho capito che non la mia non era un’infatuazione, ma ciò che volevo fare nella vita molto più tardi rispetto all’età media in cui si comincia a fare musica in maniera professionale”.

Suona il piano da quando aveva cinque anni. Ha frequentato la Scuola di Musica di Fiesole e alcuni corsi a Scandicci. Pendolare poi alla facoltà di Lettere classiche all’università di Bologna. Abbandonati libri ed esami, ha deciso di dedicarsi in esclusiva
alla musica. I suoi brani li ha sistemati online su Youtube. Al Berklee College di Boston seguirà il corso di professional music. Ma i costi, chi li sopporta i costi del sogno
e dell’avventura americana di Lorenzo Bellini?  Sessantamila dollari la retta annuale, una cifra importante. Il primo anno provvederanno lui, con i soldi messi da parte facendo l’arrangiatore, e la sua famiglia.

E per gli altri due anni?  “Lavorerò sodo per conquistare la borsa di studio”. I proponimenti sono buoni, anzi ottimi, ma c’è bisogno di altro. Ancora di soldi. Nessun problema: provvederanno gli amici di sempre. Ma sapete come? Con una raccolta di fondi, una crowdfunding creata sulla piattaforma GoFundMe. Possibili donazioni da venti euro (il costo di una notte nel dormitorio del college) fino a duecentocinquanta, per finanziare un intero giorno a Boston. Il progetto “Lorenzo in the Usa” ha raccolto quattromila euro in poche settimane. Sono arrivate donazioni da tutta la Toscana, da Milano, Roma, Terni, Latina. Donatori le persone che hanno ascoltato la musica di Lorenzo e si sono appassionate alla sua storia.

Yuna Kashi Zadeh è uno degli ideatori della campagna. “Tanto affetto e tanta generosità mi caricano di orgoglio e di responsabilità”.  Il sogno americano del ragazzo che ogni domenica suonava in chiesa a Scandicci è di diventare bravo almeno la metà dei suoi idoli. Il cantautore americano John Mayer e l’inglese Jacob Collier, polistrumentista. Good luck, Lorenzo. Anzi di più, break a leg.

 

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