Sarà possibile curare il cancro alla prostata evitando l’intervento chirurgico o la radioterapia. Gli scienziati dell’Università di Turk, in Finlandia, hanno scoperto un gene che potrebbe consentire di diagnosticare se un tumore alla prostata è maligno o benigno, attraverso un esame del sangue e capire rapidamente a quale trattamento sottoporre il paziente.

Secondo i risultati dello studio, eseguito analizzando il DNA di 1.700 pazienti, i cambiamenti genetici del gene ANO7 aumentano i rischio di sviluppare un cancro prostatico aggressivo. Intervenire rapidamente sulle forme più aggressive del cancro è vitale e qualsiasi ritardo può essere fatale ma se il tumore è circoscritto alla prostata e non si diffonde, spesso è meglio non sottoporre il paziente ai trattamenti, un approccio noto come “sorveglianza attiva”.

Fino a oggi, i medici non hanno avuto un sistema affidabile per diagnosticare chi fosse maggiormente a rischio e a causa di ciò, ogni anno migliaia di pazienti con carcinoma prostatico in fase iniziale subiscono inutilmente interventi chirurgici estenuanti, radioterapia e chemioterapia.

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