Gli uruguaiani attraversano la frontiera con l'Argentina per fare benzina e comprare alimenti come effetto della svalutazione del peso argentino rispetto a quello uruguaiano. Il fenomeno, segnalano oggi i media locali, ha assunto una dimensione rilevante nelle ultime due settimane ed a nulla è valso l'annuncio del presidente dell'Uruguay Tabaré Vazquez di ridurre dell'8 per cento il prezzo del combustibile nelle città più prossime al confine tra le due repubbliche che affacciano sul Rio de la Plata e di stabilire un tetto di 5 chili agli acquisti di alimentari oltre frontiera.

LA DIFFERENZA DI COSTI DELLA BENZINA
Il maggior flusso si registra nei ponti di Fray Bentos, Salto e Paysandù, dove le stazioni di servizio del lato uruguaiano reclamano al governo un ulteriore ribasso del prezzo. Attualmente, secondo la stampa locale, un litro di benzina dal lato argentino costa 0,56 dollari in meno che dal lato orientale. "A luglio abbiamo registrato una riduzione delle vendite equivalente a 325 mila litri di benzina super", ha denunciato in questo senso il direttore del principale centro commerciale di Paysandu, Jorge Ledesma, mentre il proprietario di una stazione di servizio nella città di Salto segnala una riduzione delle vendite del 30 per cento.

 

 

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