E' costata 53 milioni di euro e forse si rivelerà inutile, se non si arriverà a una soluzione della profonda crisi che sta mettendo a serio rischio la stessa esistenza dell'organizzazione. Nel frattempo, però, il presidente boliviano Evo Morales ha inaugurato a San Benito, Cochabamba, l'avveniristica struttura sede del Parlamento dell'Unasur, l'Unione delle Nazioni sudamericane.

Morales ha affermato che l'edificio, interamente finanziato dalla Bolivia, sarà la "casa grande del Sudamerica" e che "servirà per realizzare eventi internazionali che porranno le basi della costruzione dell'unità delle nazioni della regione, un cammino senza ritorno".

Al momento, però, il palazzo non ospiterà riunioni del parlamento, che deve ancora essere formato e che vive una situazione di caos legata all'autosospensione di sei dei dodici paesi membri - Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Perù e Paraguay - per via dei contrasti sull'atteggiamento da tenere col Venezuela.

Di recente la Colombia ha comunicato alla presidenza di turno boliviana di voler abbandonare definitivamente l'organizzazione, mentre a conti fatti i soli paesi ancora pienamente attivi nell'Unasur sono la stessa Bolivia, l'Ecuador, la Guyana, il Suriname, l'Uruguay e il Venezuela.

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