Giunta e Consiglio regionale del Veneto hanno 'scalato' (in funivia) la Marmolada fino a punta Serauta, per ribadire la volontà che una parte del ghiacciaio resti nel territorio regionale.

La contesa - che dura da 45 anni - si era placata nel 2002, con l'accordo Dellai-Galan, ma un'atto amministrativo dell'Agenzia per il territorio del 24 maggio scorso ha ridisegnato nuovamente i confini, togliendo al bellunese Rocca Pietore la 'sua' parte di ghiacciaio, e
facendola ricadere in quello di Canazei (Trento).

Mentre sono già partite le carte bollate, destinazione Tar del Lazio, il Consiglio Veneto, in riunione straordinaria nel museo della Grande Guerra, ad oltre 3mila metri di quota, ha approvato con 32 voti favorevoli su 35 presenti (M5s non ha partecipato al voto, i consiglieri di Pd e Leu erano assenti), una mozione che impegna la Regione a recuperare l'accordo del 2002, non dimenticando che gli antichi confini già stati stabiliti nel 1778 tra
Repubblica Veneta e Vescovado di Bressanone.

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