Con un omaggio a Gioachino Rossini, l’Associazione Marchigiani in Uruguay ha celebrato mercoledì sera il suo ventesimo anniversario. La conferenza tenuta dal maestro Julio César Huertas ha svelato aneddoti e curiosità sulla vita del celebre musicista nato a Pesaro nel 1792 e di cui quest’anno ricorre il centocinquantesimo anniversario della morte avvenuta il 13 novembre del 1868. L’evento è stato accompagnato da diverse canzoni interpretate dal tenore Gerardo Marandino e dal baritono Eduardo Garella e con lo stesso Huertas al pianoforte.

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“Questi vent’anni rappresentano molto per noi e credo anche per tutta la collettività italiana” ha spiegato a Gente d’Italia poco prima dello spettacolo Anna Claudia Casini,
presidente dei marchigiani. “Abbiamo formato un gruppo con emigrati e discendenti di
una regione quasi sconosciuta in Uruguay. In questi anni ci siamo messi a fare tante cose, nella cultura, nel sociale e anche nella promozione turistica di questa splendida regione sotto tutti gli aspetti dal campo artistico a quello industriale”.

Numerose sono state le attività svolte in questi anni dall’associazione tra cui conferenze, mostre, presentazioni e concerti e a cui è andato il ringraziamento all’Istituto di Cultura per la “continua collaborazione”. Nel raccontare la storia della collettività marchigiana bisogna fare un salto indietro nel tempo nel 1998. “Avevamo un sogno” ha ricordato con grande emozione la Casini dal palco. “Il desiderio di formare un gruppo che si sentisse identificato con le proprie radici, che sentisse la necessità di condividere momenti di piacere e di divertimento, oltre che le tradizioni e la cultura delle Marche. Credo che ci siamo riusciti. Abbiamo riunito tanti vecchi e nuovi corregionali e soprattutto siamo riusciti a far conoscere ai figli e ai nipoti la terra dei loro parenti”.

La festa dell’associazione è stata soprattutto l’occasione per onorare ancora una volta la figura di un illustre marchigiano. “Ci sembrava doveroso fare qualcosa per il centocinquantesimo anniversario della morte di Rossini e così omaggiare uno dei tanti celebri personaggi della nostra regione. Abbiamo invitato il maestro Huertas per darci, più che una conferenza, una chiacchierata sulla vita di Rossini, sulle sue passioni culinarie e la vita fuori dalla musica. Ovviamente ascoltare i suoi brani più famosi è anche un grandissimo piacere”.

“Una figura straordinaria ma estremamente pigra, un burlone geniale amante della cucina”. Così ha riassunto a Gente d’Italia la figura di Rossini Julio César Huertas. “Fu un operista che ebbe un notevole successo tanto fra i suoi contemporanei come in altre epoche e anche fuori dall’Italia. C’è una caratteristica che ci fa capire bene il personaggio: faceva spesso il cosiddetto pasticcio, cioè usava brani musicali precedenti e li riutilizzava per nuove opere che il compositore prestava a sé stesso in una sorta di auto-plagio”. Autore del libro “Raíces italianas en la Música del Uruguay”, il maestro ricorda un importante avvenimento che lega Rossini al Paisito: “Il primo teatro di Montevideo che si chiamava La Casa de Comedias fu inaugurato con L’inganno felice. Prima del successo di Verdi e di Puccini, Rossini era all’epoca l’autore più interpretato e tutte le compagnie proponevano sempre i suoi capolavori”.

Matteo Forciniti

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