Salvini "cancella" il modello Riace

Modello Riace al capolinea. Una circolare del Viminale mette la parola fine all'esperimento di integrazione dei migranti condotto nel Comune calabrese dal sindaco (sospeso) Mimmo Lucano, ora agli arresti domiciliari con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e abuso d'ufficio. Tutti i migranti, fa sapere il ministero diretto da Matteo Salvini, saranno trasferiti altrove, in altri centri di accoglienza. "Chi sbaglia, paga. Non si possono tollerare irregolarità nell'uso di fondi pubblici, nemmeno se c'è la scusa di spenderli per gli immigrati", sentenzia il leader del Carroccio.

LE MOSSE DEL COMUNE, LE CRITICHE DI MARTINA (PD) 
Intanto il Comune in provincia di Reggio Calabria annuncia ricorso al Tar contro la decisione del Viminale mentre gli stessi migranti fanno sapere di non avere alcuna intenzione di lasciare il paese che li ha ospitati. Tutto questo mentre, dalle opposizioni, si leva forte la voce di quanti contestano la mossa annunciata dal segretario della Lega. "A Riace smantellano con un colpo di mano l'integrazione diffusa. È la caccia al nemico di questa destra pericolosa al governo. Noi non ci voltiamo dall'altra parte" tuona il segretario del Pd Maurizio Martina.

BOLDRINI: "SALVINI NON E' CREDIBILE"
"Le priorità di Salvini sono quelle di mandare via famiglie e bambini e smantellare un modello di integrazione che ha funzionato ed è noto nel mondo" protesta l'ex presidente della Camera Laura Boldrini. "E' giusto - continua la deputata di Leu - che ogni singolo euro di denaro pubblico venga rendicontato, ma con quale credibilità il capo di un partito che ha truffato 49 milioni ai cittadini italiani dice al sindaco calabrese che la gestione dei soldi pubblici non ammette irregolarità?".

L'APPELLO DI SPOSATO (CGIL)
"Chiediamo al presidente della Regione Oliverio e a tutti i parlamentari della Calabria di intervenire verso il Governo per scongiurare tale intervento e per ritirare il provvedimento. Fermatevi in nome dell'umanità" è l'appello lanciato dal segretario Cgil della Calabria, Angelo Sposato.

L'AFFONDO DI NESPOLO (ANPI) E DE MAGISTRIS
"Chiediamo a Luigi Di Maio e agli eletti del M5S di far sentire la propria voce su questa vicenda. Non girate lo sguardo da un'altra parte e fermate Salvini" è invece la richiesta avanzata da Carla Nespolo presidente nazionale dell'Anpi. "La deportazione dei migranti da Riace è un atto violento e disumano" rilancia, dal canto suo, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

LA REPLICA DI SALVINI
Immediata la replica dell'inquilino del Viminale che, su Twitter, scrive: "Ma quelli che parlano di 'deportazioni', come i dem, sanno che le indagini sulle gravi irregolarità di Riace, e del suo arrestato sindaco, erano state avviate da Minniti, mio predecessore al Viminale e oggi possibile segretario del Pd?".

"LA PACCHIA E' FINITA"
"Osservo quanto accade attorno a Riace: il sindaco è ai domiciliari e invita i giornalisti a casa come se nulla fosse, Magistratura Democratica accusa chi ha messo in dubbio il sistema di accoglienza (e quindi anche il pm), da sinistra attaccano l'inchiesta ma le verifiche del Viminale partirono col governo del Pd. E nessuno richiama il rispetto delle regole o difende il pubblico ministero, nemmeno l'Anm! Si mettano tutti il cuore in pace: con me l'immigrazione di massa non sarà più un affare, la pacchia è finita" ha concluso il leader del Carroccio.

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