I sovranisti oggi: prima ci hanno catapultati in recessione. Ora, per provare ad uscire dal tunnel, vogliono consegnarci al regime capital-comunista cinese

Dunque, come da programma, via libera del Consiglio dei ministri alla manovra per il 2019. Il Cdm ha dato l'ok anche al dl fiscale e al dl taglia-scartoffie. Il primo a dare la notizia, nella serata di ieri, il premier Giuseppe Conte: "Abbiamo approvato un ulteriore decreto legge sulla semplificazione che taglierà la burocrazia, stiamo mantenendo tutte le promesse e siamo molto contenti di questa manovra economica. Questa sera (ieri, ndr) - ha aggiunto Conte - manderemo la comunicazione a Bruxelles entro le 24".

Ma di certo quella di ieri non è stata una giornata facile per il governo gialloverde. Riunioni dopo riunioni, alla fine però Lega e MoVimento 5 Stelle hanno trovato una quadra sul decreto fiscale e la legge di bilancio. Un accordo difficile, grazie al quale Matteo Salvini ha incassato il via libera alla pace fiscale concedendo in cambio il proprio lasciapassare al taglio delle pensioni d'oro, che non è entrato nel dl fiscale approvato ieri, come voleva Luigi Di Maio, ma confluirà in un collegato alla manovra.

"Dopo averlo dimostrato sull'immigrazione e la sicurezza, anche su temi economici continuiamo a mantenere le promesse con gradualità e coraggio. Fornero, flat tax, Equitalia: anche su questi temi siamo il cambiamento", ha festeggiato il vice premier leghista, postando su Facebook un selfie "in diretta" dal consiglio dei Ministri. L'accordo è arrivato nel primo incontro cui hanno partecipato sia Salvini che Di Maio, al termine di due giorni di alta tensione.

Mai prima d'ora i rapporti tra i due capi politici della maggioranza erano stati così tesi. Tanto che Di Maio aveva fatto trapelare il suo fastidio non partecipando alla riunione della mattinata, lasciando intendere che sarebbe stato pronto a disertare anche il vertice risolutivo del primo pomeriggio. La pace fiscale sarà avviata da subito e riguarderà solo chi ha presentato la dichiarazione dei redditi. Sarà possibile, attraverso una dichiarazione integrativa, fare emergere fino a un terzo in più delle somme dichiarate l'anno precedente con un tetto di 100mila euro.

Sui maggiori imponibili dichiarati si applicherà una imposta unica al 20 per cento. Previsto anche un condono per le mini-cartelle sotto i mille euro fino all'anno di imposta 2010. Fonti del M5s hanno anche annunciato l'inasprimento delle sanzioni per gli evasori fino ad arrivare all'arresto. Ci saranno anche norme che consentiranno di chiudere in modo agevolato gli accertamenti e le liti fiscali. Via libera anche a un secondo decreto taglia scartoffie e leggi inutili.

Da parte leghista si è fatto trapelare che il superamento della legge Fornero sulle pensioni comincerà a febbraio con l'introduzione della quota 100 senza "penalizzazioni ed esclusioni". Mentre sul fronte delle pensioni d'oro, è stato raggiunto un accordo di massima che prevederebbe il taglio agli assegni sopra i 4.500 euro netti al mese (un miliardo di euro in tre anni a copertura nella legge di bilancio), ma la proposta di legge attualmente all'esame della Camera verrà rivista.

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