L’inventore ragazzo. Il ragazzo inventore. Diciotto anni, napoletano, studente al liceo Villari di Napoli. Nome e cognome Mattia Barbarossa, un talento spaziale. Premiato con Linda Raimondo, vent’anni, studentessa di Fisica a Torino, per il progetto che permette lo scambio di carichi tra una sonda tornata dallo spazio profondo e una navetta che la attende in orbita.

Insieme hanno studiato come riportare sulla Terra campioni di suolo, ma anche quantità molto più ingenti, prelevati da una sonda da Luna, pianeti o asteroidi. Il Metereoid complementary descend module, nel corretto linguaggio scientifico. Firmatario dell’ingegnoso progetto con l’altrettanto giovane universitaria, il ragazzo inventore è stato premiato dall’Esa.

European Special Agency, l’Agenzia Spaziale Europea con sede a Parigi. Fondata nel 1975, coordina i progetti spaziali di ventidue paesi nel vecchio Continente. Liceale con la testa fra le stelle, Mattia Barbarossa è già stato scelto per una missione simulata in una colonia marziana nel deserto dello Utah. Della durata di due settimane.

Per arrivare sulla Luna, Google Lunar XPrize ha scelto il suo prototipo di scudo contro le radiazioni. Grazie al successo ottenuto, il liceale napoletano diventa uno dei più giovani imprenditori nel settore aerospaziale.

A Bilbao, Spagna, in occasione della premiazione del Space Exploration Master, ha incontrato l’astronauta italiano Paolo Nespoli. Un sogno ad occhi aperti. "Il premio, poi la possibilità di andare in giro con lui e con l’astronauta tedesco Matthias Maurer. Sono ancora stordito", ha raccontato al giornalista di Repubblica, Matteo Marini. Sensazioni bellissime, da normale teenager. Una condizione però da precoce rockstar, lui che in camera ha il poster di Van Braun e la foto di Samantha Cristofoletti.

Ma l’invenzione? La sonda con i materiali estratti, fino a una tonnellata di materie prime, torna in orbita attorno alla Terra e incontra il mini shuttle in attesa. Espelle una capsula ed entra nell’adattatore universale montato all’interno del mini shuttle, che riporta a terra il carico. Il veicolo è utilizzabile per voli orbitali con e senza equipaggio. Può atterrare su una pista commerciale in tutto il mondo. Lungo nove metri con un’apertura alare di sette, il Dream Chaser o mini shuttle è ancora in fase di sviluppo.

Il primo varo è previsto nel 2020. Sierra Nevada Corporation il costruttore. La possibilità di spedire questo esperimento sulla Luna è nato due anni fa. Mattia Barbarossa, assieme a un paio di giovanissimi scienziati però più grandi di lui, presentò un prototipo di scudo spaziale contro i raggi cosmici. Serve a proteggere gli astronauti in viaggio verso Marte. Ma come impiega il suo tempo Mattia e come divide la sua giornata, le sue settimane, i suoi mesi? Pare studi poco, si dedica ai progetti, e nel tempo libero costruisce e fa esplodere razzi. "Oppure mi dedico ad aggiustare e migliorare la mia stampante 3D, con risultati il più delle volte disastrosi". È un amante, pensa te, della musica classica.

I Notturni di Chopin i suoi preferiti. A Napoli frequenta i concerti. Sta per avviare la sua società aerospaziale ad appena diciotto anni. Inesauribile programmatore, ha già deciso la tesina per l’esame di maturità scientifica e, ovviamente, il titolo della stessa. Exploro il titolo, c’è tutto lui. "L’obiettivo è l’utilizzo di microsatelliti per lo sfruttamento delle risorse sulla Luna". Se sentirlo parlare non provoca moti di spavento e di ammirazione, trovate voi, amici lettori, l’espressione più consona e appropriata.

Il premio dell’Esa gli consente di avere a disposizione un ufficio all’università di Huntsville, Alabama, nella città soprannominata Rockteville. Il luogo in cui Von Braun sviluppò il Saturno V. Il razzo che portò l’uomo per la prima volta sulla Luna. Lo studente napoletano le cose da scienziato le prende a mo’ di gioco. O come tali le prendeva fino a poco tempo fa. Prima di ricevere il prestigioso riconoscimento. "Faccio queste cose per divertimento, sono un nerd senza la fissa dei videogiochi".

Ma cosa farà da grande? Pensava di iscriversi a Fisica teorica o Astrofisica, ma le attuali nuove preferenze sono rivolte verso Ingegneria aerospaziale. Il desiderio del cambio d’indirizzo gli è venuto quando ha visto il lancio del Falcon Heawy. Gli si è aperto un mondo, anzi di più: con la testa vive concretamente nello spazio. Vuole agire con le sue mani "sfruttando satelliti e risorse spaziali". Seguendo le orme del fondatore di Space X, Elon Musk. "Ha dimostrato che arrivare allo spazio non è più così difficile. Potremo espanderci anche come specie su altri pianeti". Ma si può? Il genietto napoletano, tale solo per la giovane età, parla da scienziato e già vive nel futuro.

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