Talenti puri. Perché no, chiamateli pure geni. Ma il lieto fine, in questa storia tutta italiana, non è purtroppo (al momento) contemplato. Al loro trionfo, infatti, corrisponde la sconfitta del Paese.

Parliamo di Mauro D'Alò, Davide Di Pierro e Luigi Picarella, tre studenti dell'Iti "Augusto Righi" di Napoli che hanno affrontato e sconfitto 200 scuole di tutto il mondo sovvenzionate da colossi della ricerca conquistando il secondo posto e quindi l’ambita finale dell'High School Tournament della "Zero Robotics" (competizione  di programmazione di robotica aerospaziale ideata dal Mit e dalla Nasa) in programma a Boston.

Già, Boston. L’irraggiungibile Boston. Perché non ci sono i soldi per affrontare il viaggio. Zero fondi. Zero aiuti. Uno dei finalisti partenopei, il 17enne Davide Di Pierro, chiede il sostegno delle istituzioni e si appella anche alle aziende tecnologiche italiane: “Per le scuole italiane, e in particolare del Sud, non è affatto facile misurarsi con le scuole dei grandi colossi economici mondiali nel settore della ricerca aerospaziale. Non abbiamo strutture adeguate né i soldi per andare a Boston: siamo già contenti così, ma se potessimo competere alla pari con gli altri…”.

D'Alò, Di Pierro e Picarella hanno stupito tutti con il loro progetto incentrato sull’aggancio di un satellite robotizzato alla Stazione spaziale internazionale.

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