Di Maio e Salvini

L'emergenza rifiuti in Campania continua a tenere diviso il governo, con il M5S che si dice contrario alla costruzione degli inceneritori e la Lega che spinge per averli. Il tutto mentre in Parlamento va in scena il confronto, anche questo rovente, sull'anticorruzione.

Due giorni fa è stato il leader pentastellato Luigi Di Maio ad avvisare l'alleato di governo: gli inceneritori non sono previsti dal programma e non c'entrano una "beneamata ceppa". L'altolà grillino ha solo infiammato gli animi. Provocando la contro-replica dell'inquilino del Viminale: "i termovalorizzatori sono fondamentali, li faremo. Senza ceppa...", ha insistito ieri Salvini.

"In questi dieci anni non è stato fatto nulla, i tecnici sono molto preoccupati - ha aggiunto - su questo tema dovrebbero scegliere gli enti locali, ma se tutti dicono 'da me no' i rifiuti poi non li puoi mandare su Marte", ha osservato. "Bisogna fare delle strutture perché in Lombardia ci sono 13 termovalorizzatori che producono energia, e in Campania uno? Il rapporto non può essere questo. Inoltre con la differenziata sei indietro, e poi ci sono i roghi tossici e le discariche. Non c'è nel contratto? Vallo a spiegare ai bambini che tra due mesi devono respirare merda. Un'emergenza? Non lo dico io ma quando il capo dei vigili del fuoco mi dice che c'è il rischio di tornare alla situazione di dieci anni fa io devo fare qualcosa", ha precisato.

"A me spiace che Salvini abbia deciso di lanciarsi in questa polemica e di creare tensioni nel governo", ha ribattuto, a distanza, Di Maio. "Lui è preoccupato per la Campania? Lì ci vive la mia famiglia, io sono la persona più preoccupata di tutte e nelle preoccupazioni però so anche che si respira aria cattiva quando si respira vicino a un inceneritore" ha aggiunto il ministro dello Sviluppo.

Sulla stessa lunghezza d'onda anche il ministro per le Infrastrutture, Danilo Toninelli: "Siamo diversi ma dialoghiamo. Gli inceneritori fanno parte di un passato che ha inquinato i territori. Nel contratto di governo non ci sono. Nel caso in cui li volessimo fare dovremmo trovare un compromesso. Ma noi siamo contrari", ha detto. E mentre nel governo l'aria si surriscalda, su fronti diverse le opposizioni vanno all'attacco: "La proposta di Salvini è irricevibile", ha sbottato la vicepresidente della commissione Affari sociali della Camera, Michela Rostan (Leu). "L'immobilismo demagogico grillino - ha osservato il senatore Renato Schifani (Fi) - non fa altro che aumentare le criticità e complicare la vita dei cittadini".

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