Di Maio

Sono tre le cose per cui Di Maio è diverso dal resto dell’umanità. 1) Ride sempre, anche se gli cascasse un mattone in testa. Probabilmente è un insegnamento della Casaleggio: se il capo sorride, è contento, vuol dire che tutto va bene. Quindi lui sorride, sempre. 2) Ha la bugia incorporata nel Dna: abbiamo eliminato la povertà. Non era riuscito nemmeno a Gesù, che infatti non si è mai spinto così avanti. Ma non era Di Maio. 3) L’ultima bugia è la più clamorosa: sono già in stampa sei milioni di tessere per il reddito di cittadinanza. In realtà, nemmeno una.

Gli enti interessati, a partire dall’Inps, nulla ne sanno. Dentro al ministero non è stata compilata alcuna pratica. Non si sa chi sarebbe il misterioso stampatore e chi lo pagherà mai, visto che non esiste alcuna delibera in proposito. Ma allora perché ha detto una cosa così palesemente falsa? Per una ragione molto semplice. Sente che il reddito di cittadinanza gli sta scivolando dalle mani, e allora ha buttato lì "stiamo già stampando le tessere" per dire "tranquilli, tutto a posto".

In realtà, niente è a posto e gli sta scivolando dalle mani anche il Movimento. Non solo la Lega è molto più avanti, ma contro i 5 stelle sta per scatenarsi una sorta di furia del Nord. Il 3 dicembre a Torino ci saranno gli stati generali della Confindustria: finora hanno aderito 1.500 imprenditori, ma le adesioni proseguono. Si tratta della più grande riunione di imprenditori mai avvenuta in questo paese. E è esattamente contro i 5 stelle e tutti i loro no. Questi che si riuniscono vogliono la Tav e tutto il resto. Vogliono un Nord produttivo inserito in Europa.

Di Maio e i suoi sicofanti diranno che questi sono i poteri forti, gli uomini degli affari. Probabile, ma sono anche quelli che danno lavoro a 15 milioni di italiani e uno stipendio alla fine di ogni mese. Comunque, basterà attendere il 13 dicembre, a Milano questa volta, e Di Maio riceverà una seconda sberla dalla quale forse non si riprenderà mai più: manifesteranno gli artigiani del Nord Est.

Gli organizzatori dicono che sono già stati prenotati 1.200 pullman. Se anche solo la metà sarà confermata, sfileranno decine e decine di migliaia di artigiani (forse anche 50 o 100 mila). Anche in questo caso c’è un filo comune: basta con tutti i No dei 5 stelle, vogliamo lavorare. E sostenere che gli artigiani veneti sono "poteri forti" sarà dura. Ma non è finita. Il centrodestra a trazione Salvini è già oggi in grado di fare un governo da solo, mandando a casa i 5 stelle. Per ragioni politiche è possibile che si tiri avanti fino a febbraio-marzo, poi la tagliola della Lega potrebbe scattare: crisi di governo, nuove elezioni, 5 stelle all’opposizione e in caduta libera. Fine dell’avventura. Le sciampiste torneranno a fare le sciampiste, gli altri sul divano di mamma. Senza reddito di cittadinanza, ovviamente.

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