Sono stati gli eccessi della «correttezza politica» a preparare l’avvento dei Trump. Abbattere le statue di Cristoforo Colombo è un’assurdità. Senza di lui, gli americani che ora tentano di cancellarne la memoria non sarebbero mai vissuti. Prima o poi un europeo avrebbe comunque attraversato l’Atlantico. Per sminuire Colombo è stato sostenuto che qualcuno nei secoli precedenti l’avesse preceduto; peccato che nessuno l’abbia seguito.

Colombo è una delle figure più affascinanti della storia. Un uomo che parte nella direzione opposta a quella seguita dagli altri, navigando dove nessuno aveva mai osato mettere prua, e convincendo i compagni a seguirlo. Certo, era un uomo del suo tempo. Si illuse di fare dei domini d’oltremare un feudo personale, in nome e per conto del re; ma l’aristocrazia – e la burocrazia – spagnola non avrebbe mai lasciato tanto potere a uno straniero. Pur commettendo errori, Colombo non diede mai prova di particolare crudeltà. Attribuire a lui il genocidio degli indios, come vennero chiamati, è un controsenso storico.

I conquistadores si mossero senza pietà. Il resto lo fecero i batteri, le malattie contro cui gli indigeni non avevano difese immunitarie. Vennero poi rimpiazzati dagli schiavi africani, con una tratta che resta una vergogna indelebile. Ma attribuire la responsabilità di tutto questo a Colombo sarebbe come accusare Adamo per le tante guerre che hanno segnato la storia. Giudicare un uomo del passato con i nostri parametri è sempre difficile. Ma il coraggio temerario di Colombo, come quello dell’Ulisse dantesco, ha una valenza universale, e parla a ognuno di noi. Altro che abbatterne le statue...

ALDO CAZZULLO

 

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