Il radar, acronimo dell'inglese 'radio detection and ranging', è un sistema che utilizza onde elettromagnetiche per rilevare la posizione e la velocità di oggetti sia fissi che mobili, come navi, aerei, veicoli, formazioni atmosferiche o il suolo. Forse in pochi sanno che l'Italia è un'eccellenza in questo settore, essendo stata pioniera e mantenendo tuttora, in alcuni settori di mercato, una posizione di privilegio. A raccontare questa bellissima storia di creatività e genio italiano è il museo di Bacoli, uno dei musei industriali che Leonardo mette a disposizione del pubblico con l'impegno di diffondere e far conoscere l'eccellenza del nostro paese .

"L’idea di far nascere un museo del radar a Bacoli nasce dal fatto che il sito di Bacoli è uno dei siti storici della radaristica italiana -dice Manlio Cuccaro, Capo Divisione Elettronica per la Difesa terrestre e navale di Leonardo-. Dal dopoguerra in poi è proprio il luogo in cui è stata prodotta la maggior parte dei radar italiani. È molto importante per il futuro della Leonardo One Company perché ci dà le idee per cosa sviluppare nel futuro in termini di competenze e di visione della strategia di prodotto e di mercato".

"Questo museo nasce con un'anima fortemente comunicativa. Noi attraverso di esso cerchiamo di mostrare i nostri valori fondanti, che sono l'affidabilità, la qualità e l'innovazione", racconta Stefano Pitta, volontario al museo. Inaugurato nel 2009 presso lo stabilimento di Bacoli, il Museo del Radar è nato per recuperare, conservare e tramandare, attraverso immagini, documenti e prodotti, la memoria della storia produttiva del radar, iniziata in Italia circa sessant’anni fa, in particolare nell’attuale sito.

"La passione nasce dall'unicità di questo museo, che attraverso il suo percorso particolare mette in evidenza i progressi tecnologici e innovativi che da sempre hanno caratterizzato la nostra azienda dice Giuseppe Esposito, volontario-. È solo conoscendo cosa eravamo che possiamo immaginare cosa potremo diventare". Esemplari e prototipi realizzati con esperienza e capacità certosine, fin nei minimi particolari. Un'impatto appassionante che attrae tutti, in maniera particolare i giovani. "L'impatto con il pubblico è davvero sorprendente - svela ancora Pitta-. Ci fanno visita clienti, delegazioni anche straniere, studenti, ricercatori, professori o semplicemente appassionati della comunità locale e internazionale".

Entrando, l'impatto più forte per il pubblico è sicuramente quello della maestosità degli esemplari di antenne esposte all'interno del museo. "Alcune di queste rappresentano pietre miliari per l'industria radaristica - prosegue Pitta - ma vi sono anche esemplari più recenti che rappresentano i cardini dei radar di nuova generazione". Oltre allo spazio espositivo, fa parte del museo un ricco archivio documentale con numerosi volumi storici e moderni sui radar e sulle tecnologie a essi collegati. Nel museo è , inoltre, presente un’area di simulazione dotata di tre consolle configurate ciascuna su diversi scenari operativi: la sorveglianza terrestre, navale e il controllo del traffico aereo.

"Il museo del Radar rappresenta un viaggio tra passato, presente e futuro -conclude Esposito-. Consente alle nuove generazioni di conoscere e fare propri i valori dei chi ha costruito tutto ciò: competenza, tenacia, passione e spirito di squadra necessari a costruire un radar".

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