È una tradizione religiosa che viene gelosamente conservata quella della festa di San Rocco, patrono di Satriano di Lucania venerato anche a Montevideo. Durante la giornata di domenica il Parque San Rocco è stato come ogni anno lo scenario per una giornata all’insegna del ricordo e della compagnia in una meravigliosa cornice naturale e accogliente riempita con diverse attività. Nata nel 1964, l’associazione degli emigrati satrianesi ha una marcata impronta religiosa come dimostra il forte credo nei confronti del santo che riuscì a sopravvivere alla peste e prese a cuore la cura dei deboli e dei feriti nel paesino lucano. Complice la svalutazione del peso uruguaiano che indeboliva fortemente la colletta che veniva inviata in Italia, a Montevideo l’inizio ufficiale della festa risale all’agosto del 1964 anche se la presenza degli emigrati era già massiccia fin dagli inizi del secolo.

Nel giugno del 1971, grazie allo sforzo di soci ed amici, il gruppo riuscì a comprare questo grande terreno nella zona di Villa García, periferia rurale della capitale. È qui che dal 1979 è presente la cappella in omaggio a San Rocco dove viene celebrata la messa e da dove parte la classica processione molto sentita da tutti i presenti: la statua del santo effettua il giro del terreno prima di ritornare in Chiesa e durante il tragitto viene accompagnata da musica e fuochi artificiali. Nel corso degli anni, solo una piccolissima cosa è cambiata per la collettività: la data della festa, adattandola alla stagione sudamericana. Infatti, anziché riunirsi in pieno inverno ad agosto, i satrianesi d’Uruguay scelsero di posticipare la festa in una più accogliente e motivante primavera. Fu così che -sempre a partire dal 1964- la festa di San Rocco iniziò a realizzarsi nella seconda domenica di dicembre diventando un immancabile appuntamento prima delle vacanze natalizie.

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Oltre ai paesani e alle loro famiglie, all’evento partecipano tanti altri italiani, specialmente coloro che provengono dalle zone limitrofe tra la Basilicata e la Campania. Tenuta da don Gabriel Palumbo della Parroquia Mater Admirabilis (Hipódromo), la messa ha avuto la partecipazione speciale del missionario Michele Perrone in servizio a Recife. "Oggi siamo qui ancora una volta per ricordare e celebrare il nostro santo con la stessa voglia di sempre" ha affermato a Gente d’Italia il segretario dell’associazione Roque Pascale. "Purtroppo la giornata ha avuto delle difficoltà tra cui la finale della coppa Libertadores e lo sciopero dei benzinai che ha seriamente messo a rischio il trasporto. In ogni caso siamo molto contenti per il successo ottenuto".

"Per noi" -ha proseguito- "è molto importante poter coinvolgere le famiglie e anche in generale amici e paesani per trascorrere una piacevole domenica". Oggigiorno anche
per i satrianesi la grande preoccupazione è quella di "poter trasmettere ai più giovani la tradizione", ma "è un problema generale che riguarda tutta la collettività italouruguaiana". "La solidarietà tra i paesani è stata fondamentale per poter creare tutto questo" ha ricordato Domingo Sangiacomo, uno dei fondatori della collettività, sempre in prima fila.
"Qui abbiamo portato le nostre tradizioni, i nostri sentimenti. Oggi è giusto ricordare tutto questo con la speranza che si possa seguire. Noi cerchiamo di fare la nostra parte". Sono tanti i figli dei satrianesi che continuano a impegnarsi in prima persona come dimostra il gruppo di donne in cucina che ha preparato diversi piatti tipici per l’occasione.

"Veniamo dagli inizi della festa, siamo praticamente cresciute qui" hanno raccontato Palma Laguardia, Carolina Vallano e Maria Meliande. "Vogliamo mantenere le tradizioni dei nostri genitori che rappresentano per noi le nostre radici. Fino ad alcuni anni fa venire qui oggi era praticamente impossibile perché scoppiava di gente. La partecipazione è un po’ diminuita ma in ogni caso continua ad essere molto sentita". Tra i partecipanti che hanno percorso più chilometri per assistere alla festa di San Rocco c’è Natale Antonio, un satrianese che vive da sessant’anni a Rio de Janeiro: "Ho iniziato a venire negli ultimi anni e devo dire che è sempre un grande piacere poter riabbracciare gli amici e i paesani. Ho un po’ di problemi di salute a una gamba ma ho fede e continuo a credere. Vale la pena viaggiare".

Matteo Forciniti

 

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