Esiste un’internazionalizzazione che crea ricchezza, che crea posti di lavoro ed è quella che cerchiamo di sostenere e promuovere all'estero con le nostre Ambasciate e Consolati". Così il sottosegretario agli esteri Manlio Di Stefano che a Milano ha introdotto la presentazione de "Il sostegno della Farnesina alle imprese italiane: quale impatto sulla crescita del Paese", analisi che la Direzione generale per la promozione del Sistema Paese del Maeci ha commissionato a Prometeia per misurare il valore economico generato in Italia grazie all’attività delle Ambasciate e Consolati italiani nel mondo a favore delle imprese. Giunto alla terza edizione, il rapporto è stato presentato quest’anno a Milano, nella sede di Assolombarda, dove – a margine dei lavori – il Direttore generale Vincenzo De Luca (Dgsp) ha siglato una Dichiarazione di Intenti che vedrà Farnesina, Assolombarda e Confindustria Lombardia lavorare insieme a sostegno delle imprese lombarde nel mondo.

Tra i dati salienti del rapporto di Prometeia sottolineati da Di Stefano quello da cui emerge che "il sostegno della rete del Ministero all’ottenimento di contratti per le imprese italiane sui mercati internazionali ha prodotto nel 2017 l’1% del PIL e il sostegno a 238 mila posti di lavoro, anche di Piccole e Medie Imprese". Ora, ha concluso il sottosegretario, "vogliamo e possiamo fare di più". Lo studio di Prometeia 2018 si incentra sulle gare internazionali aggiudicate ad aziende italiane e su altri contratti conclusi all'estero nel 2017, in relazione ai quali vi è stata un'azione di sostegno da parte della rete diplomatico-consolare italiana. Oltre all’attività di assistenza specifica sulle gare e sui contratti, l’analisi ha misurato – per il secondo anno consecutivo – anche l’impatto generato dalle attività legate alla rimozione delle barriere non tariffarie alle esportazioni italiane.

GARE INTERNAZIONALI E ALTRI CONTRATTI AGGIUDICATI AD AZIENDE ITALIANE
Per quanto riguarda l’impatto dei progetti relativi alle gare d’appalto, l’analisi conferma anche per il 2017 l’azione positiva di diplomazia economica i cui effetti diretti, indiretti e indotti rappresentano un tangibile apporto alla crescita dell’economia nazionale. Alla base
dell’indagine del 2017: 785 progetti, del valore complessivo di 51 miliardi di euro, avviati in oltre 80 paesi da 240 aziende italiane per un totale di ricavi a favore delle imprese pari a 23 miliardi di euro. Se si considera l’ultimo quadriennio, le aziende italiane hanno vinto gare e firmato contratti, beneficiando dell’attività di assistenza della rete diplomatico-consolare, per 2.140 progetti che hanno generato ben 114 miliardi di euro di ricavi a favore delle nostre imprese. Le forme di accompagnamento messe in atto dalle Ambasciate/Consolati nel mondo a beneficio delle aziende italiane sono state principalmente legate a interventi presso le Autorità locali per la risoluzione di controversie (34.1%); sensibilizzazione delle autorità locali in relazione alla partecipazione alle gare
d’appalto (32.6%); accompagnamento nello sviluppo di business con le autorità locali
(30.1%); e attività di orientamento al mercato (18.9%).

Da un punto di vista geografico, l’area sulla quale si sono concentrati il maggior numero di progetti che hanno visto il coinvolgimento della rete diplomatico- consolare è il Nord Africa e Medio Oriente con un totale di 220 operazioni di aziende italiane per un valore di poco inferiore ai 10 miliardi di euro. A seguire l’Europa (con 114 progetti) e l’Asia (con 98 progetti per un valore totale di quasi 19 miliardi di euro). Per quanto concerne la tipologia delle aziende assistite - appartenenti per lo più al settore dei Servizi, Meccanica,  Costruzioni, Commercio ed Elettronica - ben il 49% è di dimensioni piccole e medie. Rispetto alla rilevazione dello scorso anno, si evidenzia peraltro una positiva crescita del valore dei progetti aggiudicati alle PMI (dal 15% al 30%).

QUAL È L’IMPATTO DI QUESTA AZIONE SULL’ECONOMIA ITALIANA?
Considerando anche gli effetti indiretti e indotti, il valore aggiunto generato in Italia dai progetti esteri sostenuti dalla Farnesina nel 2017 è stato di quasi 16 miliardi di euro, pari all’1% del Pil, 6,1 miliardi di euro di gettito fiscale e 238.000 posti di lavoro. Per ogni Euro di valore aggiunto creato nelle imprese coinvolte in progetti supportati dalla Farnesina si generano nell’economia italiana 2 Euro in aggiunta a quello creato direttamente, grazie all’effetto su filiera e indotto. Il moltiplicatore del valore aggiunto risulta pari a 3 e superiore a quello rilevato dalle edizioni precedenti, indicativo di un sostegno a progetti con filiere italiane più lunghe.

LE BARRIERE TARIFFARIE
È proseguita anche per il 2017 l’attività condotta dalle Ambasciate in raccordo con i Ministeri tecnici (Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero della Salute e Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo) per la rimozione di barriere non tariffarie sui mercati esteri, le cui ricadute hanno avuto effetti positivi sull’export dei prodotti made in Italy. Oltre al complesso lavoro diplomatico che viene svolto sui tavoli negoziali per i grandi accordi commerciali, che consentono alle imprese italiane di allargare i propri orizzonti di mercato, esiste una sfera di attività che concerne la rimozione di singole barriere all’ingresso dei mercati, determinate da standard tecnici o sanitari e fitosanitari. L’analisi di tale complessa attività ha evidenziato oltre 100 interventi effettuati su un totale di 22 settori in 35 mercati che hanno avuto come esito la rimozione di misure non tariffarie. La stima econometrica prende in considerazione il differenziale tra aumento dell’export effettivo e potenziale (ossia l’aumento di esportazioni che si avrebbe mantenendo la misura in essere) nei 22 settori coinvolti dalla rilevazione, la maggior parte dei quali legati all’agroalimentare. L’export incrementale, che così si genera, è stato stimato in 19,8 milioni di euro nel 2017 per le misure su cui Ambasciate e Amministrazioni tecniche
sono intervenute l’anno precedente.

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