Nell'attentato kamikaze contro il ministero degli Esteri libico a Tripoli sono rimaste uccise almeno tre persone nell'edificio, insieme a tre terroristi. Tra le vittime c'è il diplomatico Ibrahim al-Shaebi, direttore del dipartimento per le relazioni islamiche, e altre due persone, tra cui Abdulrahman Mazoughi, portavoce delle Brigate rivoluzionarie di Tripoli, una delle milizie più potenti della capitale. Un'autobomba e' esplosa alle 9 del mattino di fronte al ministero, aprendo la strada nell'edificio a tre o quattro miliziani, ha riferito una fonte all'Afp, mentre il quotidiano The Address ha parlato di sei terroristi coinvolti. All'interno, in due si sono fatti esplodere mentre un terzo è stato ucciso dalle forze di sicurezza. Si sospetta che l'attacco sia opera di una cellula dell'Isis formata da militanti dell'Africa sub-sahariana, come era già avvenuto per l'attacco condotto a settembre contro la sede dell'ente petrolifero libico (National oil corporation).

 

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