Li hanno rintracciati nell'Artico, in un'area completamente disabitata e in condizioni ambientali estremamente sfavorevoli. Sono geni di batteri assolutamente insensibili agli antibiotici e, in quanto tali, rappresentano una minaccia per l'intera umanità.

I superbug - questo il nome con cui sono conosciuti in ambito scientifico - sono sbarcati dunque anche in uno degli ultimi paradisi - seppur gelato - del pianeta. Tracce di batteri resistenti agli antibiotici sono state rinvenute in 40 campioni di terreno prelevati alle isole Svalbard. Sorpresa nella sorpresa: sono gli stessi rintracciati in una paziente ricoverata nel 2007 in un ospedale indiano e poi rinvenuti anche tre anni dopo nei liquami di Nuova Dehli. 

Per il professor David Graham, dell’università di Newcastle, "le regioni polari sono tra gli ultimi ecosistemi incontaminati sulla Terra ma meno di tre anni dopo il primo rilevamento del gene blaNDM-1 nelle acque superficiali dell’India urbana, li stiamo trovando a migliaia di chilometri di distanza in un’area in cui l’impatto umano è minimo”, la rivelazione a The Independent.

A detta degli esperti, i superbatteri resistenti agli antibiotici sarebbero finiti alle Svalbard a causa delle migrazioni degli uccelli, più che per l'impatto umano che comunque non è da escludere. Negli ultimi test eseguiti in laboratorio si sono dimostrati più forti dei carbapenemici, i principi attivi più potenti a disposizione dell'uomo.

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