L'ondata di gelo nell'est degli Stati Uniti "non smentisce certamente i cambiamenti climatici", ha dichiarato il segretario generale dell'Organizzazione metereologica mondiale (Omm) Petteri Taalas. L'agenzia specializzata delle Nazioni Unite sottolinea che il mese di gennaio è stato caratterizzato da condizioni estreme, di grande impatto in molte parti del mondo, tra cui il freddo in Nord America, il caldo record e gli incendi in Australia, le alte temperature e le precipitazioni in alcune parti del Sud America e le abbondanti nevicate nelle Alpi e l'Himalaya. Evocando il freddo estremo in alcune regioni degli Usa, il segretario generale dell'Omm ha precisato che "in generale e a livello globale, c'è stato un calo dei nuovi record di temperatura fredda a causa del riscaldamento globale. Ma temperature gelide e neve continueranno a far parte dei nostri modelli climatici tipici nell'inverno nell'emisfero nord. Dobbiamo distinguere tra il tempo osservato su scala giornaliera a breve termine e il clima a lungo termine e parte delle anomalie fredde a latitudini più basse potrebbe essere collegata ai drammatici cambiamenti nell'Artico. Quello che succede ai poli non rimane ai poli ma influenza le condizioni del tempo e climatiche alle latitudini più basse dove vivono centinaia di milioni di persone".

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