L’Argentina, al principio del secolo scorso era uno dei paesi più ricchi e prosperi della Terra, raggiungendo, nel ranking mondiale, il quarto posto. Come si può capire che, cent'anni dopo, si trovi nel posto 30? Al di lá del fatto che, per le grandi potenze mondiali, oggi, questo bellissimo paese sudamericano non sarebbe una concorrenza, nessuno riesce a comprendere le continue crisi che soffre da decenni.

Buenos Aires

Secondo dati storici, l’Argentina, fra il 1860 e il 1930, per lo sfruttamento delle terre della regione della Pampa, aveva una straordinaria crescita economica. Durante i primi tre decenni del XX secolo, superava il Canada e l'Australia in termini di popolazione, reddito nazionale e reddito pro capite. Nel 1913 e fino al 1962, secondo la Banca Mondiale, l'Argentina era più ricca in termini di PIL pro capite di Austria, Italia e Giappone.

Che cos’é il Peronismo?

Risposta difficile! Ricordo che, quando il Direttore del GR mi chiese come poteva essere che Menem e Kirchner erano dello stesso partito politico, quando Menem era al servizio della Casa Bianca e Kirchner al servizio di Fidel Castro, sinceramente non sapevo cosa rispondere!

La Casa Rosada, residenza dei presidenti d'Argentina

Ma già avevo capito che il Peronismo non è un partito con un’ideologia di destra o di sinistra. È sempre stato un partito popolare con le chiavi del potere, un partito formato dai denominati “caudillos”, una specie di condottieri che, a livello capillare, controllano regioni, territori e tutto l’apparato statale con la forza dei favori e dello scambio di voti.

Un caro amico “porteño” (cosí chiamano a coloro che sono nati a Buenos Aires) mi disse una volta: “El Peronismo tiene la llave de la caja”..............ed è letteralmente cosí, per questo è cosí forte che puó forzare qualsiasi situazione sociale, politica ed economica, anche nei momenti più difficili.

La storia la condanna

In ogni caso, il grande cambio strutturale che l’avrebbe trascinata a questo lungo periodo di continue e cicliche crisi, coincide con l’avvento del Peronismo e le sue conseguenze. Il Generale Juan Domingo Perón giunse al potere a metá degli anni ’40, con una chiara impronta di socialismo di destra, simile al fascismo o al nazismo, tant’é vero che, dopo la seconda guerra mondiale, fu proprio l’Argentina un grande contenitore di rifugiati politici che scappavano dall’Europa liberata.

Juan Domingo Peron

Il Peronismo ebbe un impasse che duró dal 1957 al 1973, includendo la dittatura di Aramburu, poi giunse un’altra sanguinosa dittatura militare con oltre 30.000 “desaparecidos” e, al ritorno della democrazia, il primo Presidente, Alfonsín, che era del Partito Radicale non riuscí a cambiare il ciclo storico di crisi politiche ed economiche, lasciando il posto a Menem. L'era Menem accompagnó di nuovo l’Argentina al vertice del continente, ma, terribili strategie economiche, portarono il paese ad una crisi più profonda, con l’assunzione di 4 presidenti nel giro di pochi anni.

Carlos Menem

Il ritorno del Peronismo, questa volta, tornó ai momenti più “populisti” della sua storia, con un Kirchner che dichiarava un default ricordato da centinaia di migliaia di italiani che avevano comprato bonds-mondezza! Ora il Presidente è un italiano, Maurizio Macri, figlio di un emigrante calabrese che è diventato uno degli imprenditori più ricchi del paese.

Nestor Kirchner

Con il suo partito Cambiemos, ha cercato di cambiare, ma non ci sta riuscendo. Comunque, un paese che ha la metà della popolazione che riceve, tutti i mesi, un contributo per non lavorare o lavorare meno, non potrá mai svilupparsi. Sono 14 milioni di assegni che si pagano ogni mese (in una popolazione di poco più di 40 milioni) a persone dei famosi “piani sociali” o a ex impiegati pubblici di un apparato vecchio e burocratico, piú altri 5 milioni di pensioni “normali”.

Mauricio Macri, attuale presidente

Fra questi “regali”, ci sono anche migliaia di pensioni d’oro per i politici! Cosí è impossibile sviluppare un paese.

Stefano Casini

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome