L’inizio non è dei più incoraggianti. L’italianità in Uruguay rischia seriamente di ripetere un altro anno all’insegna dell’immobilismo come si evince chiaramente dalle parole di Alessandro Maggi, presidente del Comites, il Comitato degli Italiani all’Estero di Montevideo. “Le buone idee le abbiamo tutti ma prima dobbiamo risolvere i problemi interni. Il Comites dovrà confrontarsi e capire se esiste davvero l’intenzione di andare avanti”.

Il fragile equilibrio che tiene in vita l’organo che rappresenta la collettività italiana dell’Uruguay continua ad essere la preoccupazione principale come ammette lo stesso Maggi che appare abbastanza sfiduciato durante l’intervista: “Bisogna lavorare in un altro modo, unitariamente. Così non va bene. Ultimamente ci sono state troppe differenze. Abbiamo perso tempo a discutere e rimproverarci reciprocamente senza ragioni. L’esecutivo è retto da un accordo tra due liste, dunque occorre negoziare ed accettare compromessi se c’è un obiettivo comune. Da parte nostra c’è la volontà di lavorare e di non entrare in conflitto, sugli altri non lo so”.

Il riferimento è alla lista guidata da Renato Palermo che è anche rappresentante dell’Uruguay all’interno del Cgie (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero). Proprio con il consigliere del Cgie si è consumato l’ultimo di una serie di scontri per quanto riguarda la partecipazione dell’Uruguay nella conferenza dei giovani italiani nel mondo su cui non sono state prese ancora delle decisioni ufficiali.

Oltre alle grane all’interno della sua maggioranza, ricordiamo, il Comites si trova ad affrontare anche un altro grave problema di natura interna che riguarda l’esclusione della terza lista guidata da Aldo Lamorte, praticamente assente da un anno e mezzo dopo il cambio al vertice: “Naturalmente” -spiega il presidente- “la continua ricerca del quorum sta causando notevoli problemi. Purtroppo abbiamo una lista che praticamente ci sta boicottando ma senza un lavoro unitario da parte nostra non potremo cambiare le cose”.

Fa fatica Maggi a parlare di proposte concrete per questo 2019 considerando il panorama di incertezza che lo circonda. La situazione degli italiani dell’interno del paese è una delle problematiche che continua a sentire molto da vicino così come il distacco che si è creato tra istituzioni e cittadini:  “Personalmente, resto convinto della necessità di organizzare riunioni come si facevano in passato con le associazioni. Bisogna tornare ad ascoltare la gente, dobbiamo essere più vicini. Se a Montevideo si sente questo distacco figuriamoci nell’interno dove la situazione è a dir poco desolante. Difendere l’italianità è un’utopia. Qualche associazione è riuscita a mantenere la sede storica e riesce con qualche attività ad avere modesti autofinanziamenti. Nella maggior parte dei casi, invece, tutto diventa estremamente più difficile”.

Una delle promesse dell’esecutivo di Maggi era proprio quella di realizzare sedute del Comites nell’interno ma anche in questo caso la strada sembra in salita: “Potrebbe essere una buona idea ma in realtà il contributo del Comites non permette questo tipo di attività, esiste solo il finanziamento dei viaggi per i consiglieri. A differenza del passato non ci sono stati proventi locali che danno la possibilità di organizzare attività”. Dopo la lunga pausa estiva, la prima seduta del Comites del nuovo anno dovrebbe essere convocata nei prossimi giorni per affrontare diverse questioni come già annunciato tra cui incombe anche la scadenza per la presentazione del bilancio consuntivo.

Matteo Forciniti

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