Di Maio e Salvini

La posizione italiana sulla "vicenda Venezuela" ha dimostrato, ancora una volta, che il governo italiano è impreparato! In una delle aree più transitate, storicamente in forma ottimale, come la diplomazia, il nostro paese fa cilecca continuamente.

Al di là del fatto che il vecchio continente si trova in un periodo critico internamente, l’Italia su tutti i versanti, ha dimostrato pochissima dimestichezza.

I duri battibecchi con la Francia, le posizioni ambigue sulla Brexit o adesso le gaffe con il Venezuela, fanno apparire le antiche gaffe di Berlusconi con la Merkel, con Putin o le corna ai summit, come cose da nulla. Persino il Presidente del Coni Giovanni Malagò ha dichiarato che, la pessima politica estera del paese, fa perdere i voti che l’Italia avrebbe bisogno per ospitare la Olimpiadi Invernali.

"Praticamente abbiamo perso tutta l'America Latina – ha sostenuto recentemente Malagò - e quel prezioso numero di voti che fino a poco tempo fa era a favore dell'Italia. Sono a rischio anche i tre voti della Francia, anzi li abbiamo probabilmente persi. Eravamo in netto vantaggio - ha detto Malagò - ma il divario si è ridotto e adesso siamo alla pari con Stoccolma, che, tra l'altro, non ha mai ospitato Olimpiadi invernali".

Vediamo che il premier Conte, che tutti sanno non ha mai governato, si trova in chiara difficoltà al momento di “dare la faccia” per il suo paese.

D’altra parte, lo stesso autoproclamato Presidente interino del Venezuela Juan Guaidó, dopo aver criticato duramente quella linea eccessivamente diplomatica che al principio non lo riconosceva come primo cittadino, ha esultato quando, male e tardi, le strizzate d’occhio dei soci europei schierati dalla parte della democrazia e non della dittatura, hanno convinto il governo italiano ad avanzare per cancellare l’usurpazione politica del chavismo.

Al momento della benda sugli occhi del governo, Juan Guaidó diceva: "Il Venezuela e l'Italia hanno profonde radici comuni. I venezuelani sentono gli italiani come fratelli, da sempre. Oltre due milioni di venezuelani portano orgogliosamente cognomi italiani. Una comunità numerosa che guarda all'Italia come un punto di riferimento. Molti di noi sono anche cittadini italiani". È stata la comunità italiana del Venezuela a spingere l’accelleratore, al punto che, lo stesso Conte, ha dovuto riconoscere che Nicolás Maduro ha usurpato la Presidenza con meno del 15% dei voti rubati nelle ultime elezioni dell’anno scorso.

Sia l’M5S che la Lega hanno ripetuto gli stessi errori di sempre da parte di troppi politici italiani. Non comprendere una situazione, come ha sottolineato il governo italiano al principio, ci fa ricordare l’estrema ignoranza della classe politica sull’emigrazione, ci ha colpiti, in molti casi a morte, per la mancanza di un’idonea politica consolare o l’enorme riduzione di aiuti per la stampa italiana all’estero.

Ma se ignorare significa essere complici di una dittatura, purtroppo il fatto è gravissimo. Meno male che, all’ultimo momento, anche il nostro paese, spinto, come ripeto, dai nostri 100.000 connazionali in Venezuela, ha reagito e si è schierato dalla parte della Libertà e la Democrazia.

Ciò non lo esime di avere troppi handicappati nelle file del governo.

STEFANO CASINI

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