Dalla Regione Veneto arriva il nuovo allarme sui PFAS, le sostanze perfluoroalchiliche. Lo studio sugli “Esiti Materni e Neonatali in Relazione alla Contaminazione da Sostanze Perfluoro Alchiliche” messo a punto dal Registro Nascite – Coordinamento Malattie Rare Regione Veneto per analizzare nel dettaglio gli effetti di questi composti chimici inquinanti, ha certificato come gli stessi abbiano un impatto negativo sulla salute del feto e su quella della donna in gravidanza, aumentando il rischio di basso peso alla nascita, anomalie congenite e altre condizioni nei neonati, oltre che di pre-eclampsia e diabete gestazionale nelle madri.

Già lo scorso anno uno studio simile aveva messo in guardia dai rischi, ora arrivano conferme e nuovi sviluppi. Tra le condizioni associate ai PFAS, infatti, vi è anche la gestosi, o pre-eclampsia, principale causa di parto prematuro che provoca proteinuria, edema e ipertensione. Inoltre, secondo la ricerca, queste sostanze sono in grado di provocare diabete gravidico o gestazionale, basso peso alla nascita, anomalie congenite ai danni del sistema nervoso e difetti congeniti al cuore. Allontanandosi dall'area rossa del Veneto, il livello di casi diminuisce.

I rischi legati al PFAS ovviamente non sono limitati al Veneto, ma è qui che si concentrano numeri e percentuali di malati che fanno rabbrividire. Secondo i ricercatori, sono esposte al rischio oltre 300mila persone residenti in una settantina di comuni. Oltre che a madri e bambini, tra l'altro, i PFAS hanno effetti negativi anche sulla salute maschile: secondo uno studio dell'unica operativa complessa di Andrologia e Medicina della Riproduzione dell'Azienda Ospedaliera dell'Università di Padova, le sostanze perfluoroalchiliche aumentano il rischio di infertilità negli uomini.

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