Oggetti isolati, con una valenza quasi rituale. E’ questo il campo di azione prevalente di Franco Vimercati (Milano 1940-2001), l’artista spesso definito come il ‘Morandi della fotografia’, cui l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid dedica una mostra.

Aperta fino al 21 giugno ‘Franco Vimercati: la fotografia, la vita. Un dialogo con Giorgio Morandi’, a cura di Elio Grazioli, mette in mostra il suo intero percorso artistico. Si comincia dalla serie fotografica del 1973, Sulle Langhe:  immagini in bianco e nero che ritraggono gli abitanti delle Langhe, e che svelano l’intenzione di classificare i mestieri.

Si passa poi alla prima serie legata agli oggetti e al tempo, tra cui Un minuto di fotografia (1974) e la serie completa delle quattordici immagini raffiguranti la “brocca” (1980-1981). Nell’esposizione c’è anche una selezione di lavori del “ciclo della zuppiera” un oggetto al quale per quasi dieci anni, dal 1983 al 1992, Vimercati ha scattato un centinaio di fotografie cambiando però messa a fuoco, inquadratura e luce. Altro ciclo fondamentale quello delle “capovolte”, immagini che ritraggono oggetti di uso quotidiano così come il processo fotografico li restituisce nella camera, ossia capovolti.

In mostra anche due incisioni di Giorgio Morandi, rispettivamente del 1928 e del 1946, proprio per dare la possibilità di cogliere ciò che accomuna e che divide i due percorsi artistici.

La mostra è accompagnata da un video sulla figura dell’artista, nato a Milano nel 1940 e scomparso nel 2001, curato da Elio Grazioli per la regia di Dario Bellini, e da un catalogo prodotto dall’Istituto Italiano di Cultura, in italiano e spagnolo, con testi critici di Elio Grazioli, Javier Hontoria e Marilena Pasquali.

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