Più devoti, da più parti del mondo, più comunioni distribuite, ma meno pellegrinaggi organizzati. Sono alcuni dei dati che emergono dal movimento spirituale in Basilica di Sant’Antonio nel 2018, reso noto dai francescani conventuali di Padova. Nella Cappella della Reliquie nel 2018 sono transitate 1.215.961 persone, con un aumento di 32.196 unità rispetto all’anno precedente (1.183.765 persone), tornando quindi ai flussi del 2016, anno giubilare.

Il giorno di maggiore affluenza alla Cappella del Tesoro è stato il 13 giugno, Solenne Festa del Santo, seguito dal 15 agosto, Assunzione di Maria Vergine, e 8 dicembre, Immacolata Concezione, ma il mese con più passaggi alla cappella è stato invece ottobre. In aumento anche coloro che si sono accostati all’Eucaristia: sono state infatti 525.000 le comunioni distribuite in 15.841 messe celebrate, contro le 440.000 del 2017 in 16.297 messe. Lo scorso anno sono stati registrati nella sagrestia del Santo 5.595 gruppi organizzati di pellegrini, per un totale di 247.250 persone da 82 nazioni, cinque Paesi in più del 2017. Di questi gruppi, 1.524 sono italiani, per un totale di 72.747 pellegrini, e 4.071 stranieri, per 174.503 persone.

Il dato, benché indichi un segno meno rispetto al 2017 (272.084 pellegrini in 6.482 gruppi), è bilanciato, come si è potuto notare, da una complessiva maggiore partecipazione alle celebrazioni eucaristiche, che qualifica la visita in basilica per ragioni religiose. Per quanto riguarda i Paesi di provenienza dei gruppi esteri registrati nel 2018, come da alcuni anni il più rappresentato è stato la Polonia, con 35.679 pellegrini (erano 33.753 nel 2017), che continua così una tradizione iniziata con Giovanni Paolo II, ultimo pontefice a visitare la basilica nel 1982. Al secondo posto la Francia con 12.139 pellegrini (era 3° nel 2017), al terzo il Brasile con 11.704 pellegrini (era 5° nel 2017), a seguire la Spagna e la Croazia, quest’ultima una new entry tra le prime cinque nazioni maggiormente rappresentate a cinque cifre.

Ci sono anche stati dai nomi decisamente esotici: per la prima volta dalla Polinesia sono arrivati 16 pellegrini, uno dei gruppi più piccoli insieme a Santo Domingo (10), Benin (22) e Siria (40). Ma a pregare alla Tomba del Santo sono arrivati anche da Islanda, Venezuela, Estonia, Nuova Zelanda, Tailandia, Vietnam, Nigeria, Uganda. La classifica dei pellegrinaggi italiani per regione vede al primo posto sempre il Veneto (21.103 presenze in pellegrinaggi organizzati), la Lombardia (11.561), l’Emilia Romagna (6.928); la Toscana (4.805) e il Lazio, che con 3.876 ritorna tra le prime cinque regioni per provenienza dei pellegrini italiani. Numeri, quelli esposti, che vanno a sommarsi ai moltissimi turisti in visita, autonoma o organizzata, al santuario antoniano e che fanno del Santo e della sua città, una meta decisamente importante a livello internazionale.

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