Crescono i legami economici tra il Brasile e l'Italia. Lo ha confermato il deputato federale Laercio Oliveira, appena eletto nel consiglio direttivo del Grupo de Trabalho Brasil-Italia. "Il Brasile è considerato mercato prioritario per la internazionalizzazione delle imprese italiane - ha spiegato il deputato - da una ricerca effettuata dall'Ambasciata d'Italia a Brasilia, si stima che siano oltre 1200 le aziende italiane operanti nel nostro Paese. Visto questo aumento nelle relazioni commerciali, ho deciso di far parte del gruppo di lavoro che opererà in diversi settori, che vanno dalla emigrazione alla cultura, ma la mia attenzione sarà rivolta verso il commerciale che comprende la generazione di nuovi posti di lavoro per i brasiliani".

Un impegno quello di Laercio Oliveira e del Grupo de Trabalho Brasil-Italia che per l'aspetto economico è supportato da numeri altamente positivi. Infatti la presenza italiana in Brasile, da un punto di vista economico e finanziario, è cresciuta notevolmente negli ultimi anni. L'Italia infatti è tra i primi 10 investitori in Brasile e dopo un calo verificatosi per tre anni di fila, nel 2017 gli scambi tra le due nazioni sono aumentati nuovamente raggiungendo i 7,5 miliardi di euro con un +7% rispetto al 2016. Numeri questi che hanno visto la crescita del vino soprattutto che ha raggiunto il +62,9%, pari a 26,2 milioni di euro seguito dall'olio di oliva (+16,5%) con 18,8 milioni di euro.

Il Brasile rappresenta il principale mercato dell'Italia nell'America Latina con un importo di $3,96 miliardi. In assoluto le importazioni del Brasile dall'Italia hanno visto protagonisti i reattori nucleari, caldaie e apparecchi meccanici per un valore di 1,17 miliardi di dollari, prodotti farmaceutici ($345,6 milioni), macchine e apparecchi elettrici, sonori e d'immagine ($279,2 milioni) e veicoli ($235 milioni). Guardando invece in direzione opposta, sempre riferendosi al 2017 il Brasile ha esportato in Italia per un totale di $3,56 miliardi, e si è trattato soprattutto di fibre cellulose ($588,5 milioni), caffè, té e spezie ($496,5 milioni), pellame ($342,4 milioni) e infine ferro e acciaio ($334,7 milioni).

Sandra Echenique

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