La realizzazione di un libro e la ricerca di un nuovo locale nella capitale dell'Uruguay. Sembrerebbe vivere un momento d’oro, dal punto di vista economico, l'Ambasciata d’Italia a Montevideo, quasi avesse vinto una lotteria. Proprio così. E di pochi giorni fa notizia della pubblicazione dell’opera "Guida Paese Uruguay", realizzata appunto su iniziativa dell'Ambasciata.
Un progetto anche lodevole, per carità. Ma scorrendola purtroppo non è difficile incappare
in qualche inesattezza di troppo e numerosi esercizi di copia e incolla. Un peccato, perché, lo ripetiamo, l’idea poteva anche starci. E ben vengano iniziative editoriali, ci mancherebbe altro. Chi ha letto le circa 140 pagine ha notato troppe imprecisioni che potrebbero trarre in inganno appunto i lettori, soprattutto perché si parla di una guida sia per i turisti che per gli stessi abitanti. Ma non solo dell'Uruguay... e quindi il lettore non capisce come comportarsi...
Insomma, si ha la percezione di trovarsi di fronte a un libro del tipo "fidarsi è bene, non fidarsi è meglio". La sensazione è che colui (immaginiamo un interno dell’Ambasciata) o coloro cui è stato affidato il compito di redarre l’opera non conosce benissimo la realtà del Paese. O che confonde l'Uruguay con il resto dell'America Latina. Stesso ragionamento nel caso in cui ad aver composto il libro sia stato uno o piú esterni. Ci farebbe piacere sapere - e credo non solo a noi - chi ha commissionato l’opera e, se appaltata all'esterno - perché con il personale ridotto ai minimi non crediamo sia stata redatta in straordinario da componenti la segreteria consolare - e quanto è stato pagata. Quanto da noi scritto su questa guida vuole essere una critica costruttiva, non fine a se stessa. Perché, ripetiamo, è di certo lodevole il proposito. Ma qualcosa poteva essere migliorato...
Passiamo invece al secondo punto. Ma davvero c’è la necessità di trovare a Montevideo
un nuovo locale oltre all’Ambasciata, già punto di riferimento? Perché la necessità di tutto questo? Sarà il solito punto informazione che alla fine rimanderà i destinatari all’Ambasciata stessa? O avrà funzioni proprie? Cioè, chi si reca in questo nuovo ufficio potrà ricevere le giuste risposte o dovrá poi recarsi alla segreteria consolare??? Non sarebbe meglio "sfruttare" in altro la disponibilità economica che sembra avere in questo momento l’Ambasciata? Magari assumendo personale locale per accelerare il lavoro???

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