Da Marte a Bruxelles il passo è più breve di quello che si pensi. O almeno è quello che si augura Giacinto De Taranto, ingegnere aerospaziale già in lizza per la missione Mars One e ora tra quelli che hanno inviato la loro candidatura al Movimento 5 Stelle per correre per un seggio europeo. Più o meno 2600 i profili caricati sulla piattaforma Rousseau per, alla fine, una ventina di poltrone nell’Europarlamento. Ma poltrone che valgono 20mila euro netti al mese. Un’occasione che non capita due volte…

Tra i tanti candidati qualche nome noto, vecchie conoscenze e un tono sin troppo entusiasta con cui si annuncia nel blog che “più di 1.400 candidati vantano una conoscenza avanzata della lingua inglese”. Quindi appena poco più della metà mentre, 1200, vorrebbero fare gli europarlamentari senza parlare bene l’inglese. In linea col Paese in cui viviamo ma non esattamente un vanto. Tra i volti noti, giornalisti e sedicenti tali l’ex iena Dino Giarrusso, che ha dato la sua “disponibilità a candidarsi” dopo essere uscito sconfitto a Roma nelle ultime politiche e dopo essere passato prima per la guida della comunicazione pentastellata alla Regione Lazio e poi per la segreteria particolare del vice-ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti.

E poi Luca Ciarrocca, blogger del Fatto quotidiano ma soprattutto ‘padre’ di Wall Street Italia. Mentre sul fronte vecchie conoscenze ci sono gli eurodeputati uscenti, da Fabio Massimo Castaldo a Ignazio Corrao, e il mental coach Roberto Giacomelli, psicologo e vicepresidente dell’Associazione Gianroberto Casaleggio, negli ultimi mesi impegnato con il M5S a Montecitorio. C’è poi, tra gli aspiranti europarlamentari grillini, anche il fratello di Giorgio Sorial, ex deputato ora al Mise con Luigi Di Maio, Samuel. Tra i volti nuovi invece Daniele De Pedis, fisico del Cern di Ginevra ma anche autore del thriller (con trama complottista) sull’attacco al World Trade Center “Il mondo sotto chiave”, e lo scenografo e costumista Luciano Calosso, vincitore di un David di Donatello con Carlo Lizzani.

“Tra gli oltre 2600 candidati – si legge nel comunicato ufficiale – tantissimi i profili d’eccellenza: medici, ingegneri, architetti, psicologi, astrofisici, professori universitari, imprenditori ed esperti. Una moltitudine di professionisti provenienti dai più svariati ambiti che oggi vuole contribuire con la propria esperienza e competenza al progetto del MoVimento 5 Stelle in Europa. Oltre il 70% dei candidati possiede una laurea, uno su sei il dottorato di ricerca e più di 1400 candidati vantano una conoscenza avanzata della lingua inglese scritta e parlata. Un candidato su due ha partecipato alle iniziative di formazione ufficiali – come i Villaggi Rousseau o il tour degli Open Day – ed ha utilizzato la piattaforma e-learning per perfezionare le proprie competenze”. Una moltitudine che dovrà passare per una votazione a doppio turno interna al Movimento e, poi, per il voto vero e proprio delle Europee.

Non uno su mille ce la farà ma una ventina su 2600, più o meno 1 ogni 130. Ma l’obiettivo è troppo ghiotto, un’occasione di quelle da non perdere che vale, euro più euro meno, 20mila al mese. Più vitalizio. Ai ‘vincitori’ andranno infatti 8000 euro lordi al mese di stipendio, 4300 per le spese generali e 21000 per gli assistenti. E poi l’indennità giornaliera, 300 euro al dì, senza contare i rimborsi per le spese di viaggio, l’indennità di fine mandato, il rimborso dei due terzi delle spese mediche e un vitalizio che scatta al compimento dei 63 anni.

Riccardo Galli

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