L'Emirates Stadium (Depositphotos)

Nella magnificenza dell’Emirates Stadium, il secondo più grande d’Inghilterra, 60.260 posti, fra poche ore  il Napoli (match d’andata dei quarti di Europa League) dovrà riscattare le ultime prove opache in campionato se vorrà proseguire il cammino europeo.

L’avversario è l’Arsenal, terzo migliore attacco della Premier (65 gol in 32 gare), seconda migliore difesa casalinga (12 reti subite, sette partite su 14 senza prendere gol).

Proteggere al massimo la porta di Meret e fare almeno un gol è l’obiettivo strategico degli azzurri per risolvere poi la qualificazione al San Paolo: in trasferta, l’Arsenal non è brillante come all’Emirates.

Il Napoli è giunto nei quarti superando avversari modesti, Zurigo e Salisburgo. L’Arsenal ha ribaltato in casa i risultati contrari fuori: Bate Borisov (da 0-1 a 3-0) e Rennes (da 1-3 a 3-0).

Sei anni fa, gironi Champions, l’Arsenal liquidò il Napoli di Benitez in un quarto d’ora (2-0) con i gol di Ozil e Giroud oggi al Chelsea. Di quella partita sono ancora in gioco Callejon, Insigne, Mertens, Ramsey, Ozil e Nacho Monreal. Stavolta è un’altra storia perché si gioca ad eliminazione diretta sulla distanza dei 180 minuti.

Se il Napoli non sarà la squadra riprovevole dell’ultima settimana, potrebbe vantare una chance alla pari per la qualificazione alle semifinali. Se dovesse durare il malessere delle ultime due partite, come ha detto lo stesso Ancelotti, azzurri senza speranze. Nonostante le generali previsioni prudenti, i bookmaker danno favorito il Napoli (1,65 contro 2,15 dell’Arsenal) per il passaggio del turno.

Quale partita faranno gli azzurri? Torneranno ad essere baldanzosi e spudorati come in Champions contro Liverpool e Paris Saint Germain, sei mesi fa? L’Arsenal è un bimotore. Le due turbine sono Ramsey (il gallese che è già della Juve) e Ozil che sgusciano tra le linee rifinendo la manovra offensiva.

Ancelotti avrà pensato ad una marcatura quasi a uomo (Allan per Ozil e Fabian Ruiz per Ramsey)? Sarebbe da “calcio pratico” se il Napoli non fosse più capace di fare la “sua” partita, imponendosi per iniziativa. Per frenare l’offensiva londinese dovranno stare strette le due linee azzurre di difesa e centrocampo e non regalare spazio agli intermedi dell’Arsenal.

Nei primi venti minuti capiremo come si mette la partita. L’Arsenal (non in un gran momento) sfrutterà il fattore-campo, ma starà anche attento a non prendere gol per il valore doppio che una rete azzurra potrebbe avere.

E Ancelotti come andrà all’attacco? Rispolverando il terzetto della passata felicità (Callejon-Mertens-Insigne) o puntando ancora su Milik con Mertens in partenza? La prima scelta potrebbe sorprendere l’Arsenal, sulla seconda gli inglesi terrebbero meglio in difesa.

Quale sarà, a questo punto, il ruolo di Zielinski? Più dentro al campo con Allan e Fabian Ruiz mediani? Potrebbe allora decidersi a sfruttare il tiro da fuori area, altra chance azzurra alla quale il polacco spesso rinuncia facendo fatica a guadagnarsi lo spazio per la conclusione.

Il Napoli di qualche tempo fa giocherebbe alla pari con l‘Arsenal pur nella suggestione dell’Emirates e contro la sua pressione. Ma, oggi, che Napoli è? Che abbia giocato male contro Empoli e Genoa perché “pensava” all’Arsenal è una panzana.

Si gioca bene e si vuole vincere proprio alla vigilia di un confronto europeo che, per giunta, segnerà la prima stagione di Ancelotti e l’annata azzurra del dopo-Sarri. Vincere…  aiuta a vincere.

È possibile, invece, che nel 4-4-2 molti azzurri non si ritrovino più dopo avere condiviso in partenza la nuova strategia.

Ancelotti, non a torto definito Mister Europa per i successi in campo internazionale, escogiterà a Londra la “formula” migliore per un risultato incoraggiante in vista del “ritorno” al San Paolo. Dopo le due ultime balorde prestazioni in campionato ha strapazzato la squadra accusandola di non avere eseguito sul campo le sue indicazioni.

Ci saranno indicazioni precise, efficaci ed eseguibili all’Emirates Stadium?

MIMMO CARRATELLI

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