Virginia Raggi, sindaco di Roma

Inutile negare che il leader della Lega Matteo Salvini ha messo nel mirino Roma e l’attuale amministrazione capitanata dalla sindaca Virginia Raggi. Negli ultimi giorni sono aumentate le critiche da parte del leghista al MoVimento 5 Stelle di cui la prima cittadina fa parte. Anche ieri il ministro dell'Interno ha usato parole non certo tenere verso la Città Eterna che di certo non gode di ottima salute: "Mi domando perché a pagare per l'incapacità di sindaci e amministratori locali debbano essere 60 milioni di italiani. Chi sbaglia paga, a Roma come altrove". E poi l’affondo a dir poco pesante: "Se uno sceglie di fare il sindaco o il ministro deve capire cosa è in grado di fare e cosa no. Io alla Raggi ho messo a disposizione tutti i poteri che può mettere a disposizione un ministro dell'Interno per mettere in giro poliziotti, accendere telecamere, sgomberare palazzi occupati da anni,  abbattere le ville dei Casamonica. Non può essere il ministro dell'Interno a smaltire la monnezza a Roma o a far ripartire le metro ferme, a far viaggiare gli autobus puntuali, a sistemare le strade, a pulire i tombini. Ci vuole un'enorme operazione di amore per Roma, però amore non necessariamente fa rima con soldi". Sabato, in occasione della Formula E, ha aggiunto Salvini: "Era l'unico giorno dove le macchine a Roma giravano senza fermarsi. La Raggi ci è rimasta male, ma bisogna avere le spalle larghe". La replica del M5S è arrivata per bocca di Giuliano Pacetti, capogruppo dei grillini in Campidoglio: "Salvini ci prova, ma sa bene che il debito di Roma lo hanno fatto quei politici capaci solo di aver spolpato la nostra città. Noi i conti li abbiamo risanati. Li abbiamo messi in sicurezza. Abbiamo invertito la rotta. Matteo se non hai digerito il panino ti consiglio di prenderti un Maalox. Salvini dormi sereno, a Roma ci pensiamo noi". Che sia una promessa o una minaccia, saranno i posteri a potercelo dire.

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