Duro affondo, quasi un monito, quello del segretario di Stato americano Mike Pompeo che ieri, da Cucuta, in Colombia, ha rivolto un appello al fulmicotone al presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, invitandolo, senza mezze misure, a riaprire "i posti di frontiera venezuelani al confine colombiano per fare entrare gli aiuti umanitari ed alleviare le sofferenze della sua popolazione". Dopo il tour che lo ha portato anche in Cile, Perù e Paraguay, il politico statunitense ha visitato, in Colombia, un centro di accoglienza riservato ai rifugiati venezuelani ed i magazzini dove, fra il ponte de La Unidad e il ponte Simon Bolivar, sono stati stipati gli aiuti umanitari americani che i sostenitori di Juan Guaido, capo dell'Assemblea nazionale (ed autoproclamatosi presidente ad interim del Venezuela), hanno inutilmente tentato di far entrare nel paese latinoamericano lo scorso 23 febbraio. Da qui il "messaggio" recapitato dal capo della diplomazia americana al leader di Caracas. "Signor Maduro, apra questi ponti, apra queste frontiere, lei può mettere fine a questo oggi, spero che si interesserà abbastanza quando vedrà l'orrore, la tragedia, per cambiare i suoi metodi e abbandonare il Paese" ha detto Pompeo. "La Colombia e gli Usa - ha rimarcato ancora il segretario di Stato Usa - desiderano un futuro migliore per i venezuelani sotto la leadership del presidente ad interim Juan Guaido e l'Assemblea nazionale, democraticamente eletta".

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