Dopo i sanguinosi attentati che hanno colpito lo Sri Lanka durante le festività pasquali si è tornato a parlare delle violenze e delle persecuzioni di cui sono oggetto i cristiani nel mondo. Cerchiamo allora di capire se è possibile trovare numeri su questo fenomeno. Non è facile arrivare a cifre che siano del tutto sicure: l’identità religiosa è un fenomeno complesso, su cui non esistono statistiche affidabili per molti Paesi, e allo stesso tempo i confini di che cosa sia una "persecuzione" sono sfuggenti.

Inoltre, come vedremo, i rapporti sul tema tendono a provenire da organizzazioni legate a confessioni religiose. Ma qualche dato interessante si può comunque ricavare. Il rapporto di Open Doors - Una fonte spesso utilizzata è il report annuale World Watch List è realizzato da Open Doors International: un’associazione no-profit legata alle chiese evangeliche che opera a livello internazionale offrendo supporto ai cristiani perseguitati. Il progetto, nato nel 1955, coinvolge oggi diversi Paesi, tra cui anche l’Italia (Porte Aperte Italia).

È stata ritenuta affidabile, da numerose testate nazionali e internazionali. La metodologia utilizzata per redigere la World Watch List è monitorata dall’International Institute for Religious Freedom (Iifr), una rete promossa dall’Alleanza evangelica mondiale e che si occupa di ricerca in ambito religioso coinvolgendo esperti, studiosi e docenti provenienti da vari settori e attivi in diversi Paesi. Le informazioni raccolte per redigere il rapporto sono frutto di ricerche sul campo (realizzate dai collaboratori di Open Doorsche risiedono nelle aree a rischio), interviste alle vittime, analisi dei dati e studi di esperti in materia.

QUANTI SONO I CRISTIANI PERSEGUITATI NEL MONDO NEL 2018

Nel 2018, secondo la World Watch List del 2019, i cristiani perseguitati - secondo la definizione che vedremo tra poco - sono stati 245 milioni. Un numero in aumento rispetto al 2017, quando erano stati 215 milioni, e - secondo quanto ci ha riferito telefonicamente Cristian Nani, direttore di Porte Aperte Italia - «il fenomeno è in crescita nell’ultimo decennio in modo costante. Aumentano i Paesi in cui il livello di discriminazione, secondo i nostri indicatori, supera la soglia per cui la consideriamo "alta", e aumenta la gravità delle discriminazioni». Nel 2014, sempre secondo Open Doors, i cristiani perseguitati erano all’incirca 100 milioni, meno della metà di adesso. Per "persecuzione", spiega il rap porto, si intende «qualsiasi ostilità subita come conseguenza dell’identificazione dell’individuo o di un intero gruppo con Cristo. Questa può includere atteggiamenti, parole e azioni ostili nei confronti dei cristiani». Una definizione ampia dunque, e di ispirazione religiosa, che tiene insieme tanto gli attentati alle chiese quanto episodi molto meno gravi.

MA QUALI SONO I PAESI DOVE I CRISTIANI SONO MAGGIORMENTE PERSEGUITATI?

Su 150 Paesi monitorati da Open Doors nel 2018 ben 73 hanno un livello di discriminazione "alta". Questo significa che hanno ricevuto un punteggio nei vari indicatori che vengono presi in considerazione - che quantificano gli effetti della persecuzione nelle varie sfere di vita, dal lavoro, al privato, alla vita di comunità e via dicendo - superiore a 41 in una scala che va da 0 a 100. Nella "top 50" di questi Paesi troviamo però solo Stati che hanno un punteggio superiore a 57. I peggiori di tutti, con un punteggio superiore a quota 90, sono la Corea del Nord, l’Afghanistan e la Somalia. Sul regime nordcoreano pesa in particolare l’accusa di tenere incarcerati nei campi di lavoro tra i 50 e i 70 mila cristiani, per via della loro fede. Afghanistan e Somalia invece si trovano nel terzetto dei peggiori «per ragioni diverse rispetto alla Corea del Nord - spiega il rapporto -, connesse ad una società islamica radicalizzata e all’instabilità endemica di questi Paesi». Ma tra i Paesi dove i cristiani sono maggiormente perseguitati non troviamo solo Paesi in guerra o regimi dittatoriali. Al quinto posto c’è il Pakistan e al decimo l’India. "Dall’ascesa al potere del Primo Ministro Modi - si legge nel rapporto - [l’India n.d.r.] è stata scenario di un costante aggravamento della condizione dei cristiani, fino ad entrare nella top 10 della World Watch List 2019".

LE VITTIME

A fronte di centinaia di milioni di cristiani perseguitati, il numero delle vittime è di diversi ordini di grandezza inferiore. Nel 2018 i cristiani uccisi per la propria fede, secondo Open Doors, sono stati 4.305. Di questi la stragrande maggioranza - 3.731 - sono stati uccisi in Nigeria. L’anno precedente le vittime erano state 3.066. "Per quanto riguarda le vittime non si può dire che negli ultimi dieci-venti anni ci sia stato un aumento costante", ci dice ancora Cristian Nani, di Porte Aperte Italia. "Nel 2018 ne abbiamo registrate più che nel 2017 - e noi consideriamo solo i casi certi, le scomparse, le morti non verificate e via dicendo non rientrano nelle nostre statistiche - ma nel 2016 si era toccato un picco di oltre 7 mila vittime. L’andamento del numero dei morti dipende da variabili più estemporanee rispetto all’andamento delle persecuzioni in generale, quindi vediamo più oscillazioni anno su anno".

IL RAPPORTO SULLA LIBERTÀ RELIGIOSA DI AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE (ACS)

Al rapporto di Open Doors possiamo affiancare anche il Rapporto sulle libertà religiosa di Aiuto alla Chiesa che soffre(Acs), una fondazione di diritto pontificio - quindi legata alla Chiesa cattolica - nata per sostenere i cristiani nei Paesi dove sono maggiormente soggetti a persecuzione. Secondo l’Acs, "sono quasi 300 milioni i cristiani che soffrono persecuzione". E la situazione anche in questo caso sarebbe in peggioramento. "In totale sono stati identificati 38 Paesi in cui si registrano gravi o estreme violazioni della libertà religiosa", prosegue l’Acs, e tra questi ritroviamo quelli citati come i peggiori da Open Doors: Corea del Nord, Afghanistan e Somalia. Dunque, l’ampiezza del fenomeno secondo una struttura legata alla Chiesa cattolica è sostanzialmente in linea con quella stimata dalle chiese evangeliche.

CONCLUSIONE

In base ai dati riferiti al 2018 raccolti da Open Doors, associazione legata alle chiese evangeliche, i cristiani perseguitati nel mondo sono oltre 245 milioni (circa un decimo del totale dei cristiani) e il fenomeno è in peggioramento. I Paesi dove le persecuzioni sono peggiori spaziano dalle dittature militari, come la Corea del Nord, a Paesi islamici in condizioni di grave instabilità, come l’Afghanistan e la Somalia, a Paesi considerati democrazie e dove la maggioranza è induista, come l’India. Le vittime nel 2018 sono state 4.305. Anche se il numero risulta in crescita rispetto al 2017, è invece in calo rispetto al 2016. L’andamento di questo numero, dipendendo da variabili estemporanee, è altalenante. Anche il rapporto dell’Acs, fondazione legata al Vaticano, parla di circa 300 milioni di cristiani perseguitati nel mondo e di una situazione in peggioramento. Ovviamente i cristiani non sono gli unici ad essere perseguitati nel nome della propria religione e, come avevamo verificato in passato, il terrorismo e la discriminazione non sono mai perpetrati o subiti da un solo credo.

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