Altro che bonus pannolini. Se continua così ci vorrà il bonus mutande. Sarà l’unica cosa che ci potremo ancora permettere. Il film che in queste ore è sotto gli occhi di tutti crescita zero, debito pubblico record, spread quasi a 300 e il rischio di 23 miliardi di tasse (Iva) in più - ve l’avevamo fatto vedere in anteprima, con largo anticipo sulla sua uscita uffiale nelle sale di ciò che resta del Governo. Titolo: di questo passo l’Italia finirà gambe all’aria. Se finanche mister calmi tutti - il sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti - evoca apertamente la crisi, manco fosse un pericoloso incendiario, è perché anche lui ha capito che il conto delle cialtronate economiche gialloverdi dovranno pagarlo gli italiani. Tuttavia non c’è tempo per i rimpianti: la priorità è impedire che in autunno la Nazione si avviti in una nuova emergenza finanziaria.

La prima cosa da fare è accelerare la crisi dell’Esecutivo. La seconda è che il centrodestra unito lavori finalmente sul serio affinché Salvini rinsavisca e abbandoni la folle avventura col M5S. La terza è un nuovo Governo (politico, non tecnico) che eviti il peggio. La quarta è mettere mano all’immediata abolizione delle leggi assistenziali degli ultimi anni (quota 100, reddito di cittadinanza, bonus 80 euro), al taglio radicale della spesa improduttiva, all’abbassamento delle tasse e a un serio piano pluriennale di riduzione del debito. Diversamente ci saranno il caos e la Troika. Altro che sovranità. Spiacenti, ma per quanto provi a parlare di cannabis e altre cavolate, Salvini adesso non può tirarsi fuori. Sarebbe troppo facile. Dopo aver contribuito a farci rischiare il disastro finanziario per via della sua sbandata grillina, il Capitano dovrà anche lui sporcarsi le mani con la prossima legge di Bilancio. Quella con cui dovremo pagare - tutti - il conto delle politiche economiche grilloleghiste.

I numeri li conoscete, ma giova ricordarli affinché sia chiaro il perché in questi 11 mesi ci siamo tanto sbracciati, a costo a volte di apparire faziosi, nel tentativo di spiegare che Salvini e Di Maio ci stavano conducendo su una strada pericolosa. Dunque vediamole queste cifre. Continuando a navigare così non ci sarà solo l’aumento dell’Iva - 23,1 miliardi - ma dovremo trovare anche circa 14 miliardi per coprire il costo della mancata crescita (il Governo l’aveva prevista all’1%, ora è a +0,2%). Poi occorrerà aggiungere i maggiori interessi da pagare sul nostro debito a causa dell’aumento dello spread e le immancabili spese indifferibili. Il tutto - sia chiaro - senza mettere un euro su crescita e investimenti. Un conto da oltre 40 miliardi. Una manovra così abbatterebbe un toro. Non ce la possiamo permettere. Serve un piano d’emergenza. E le Europee diranno chiaro che solo il centrodestra avrà una maggioranza alternativa per provarci.

Ma Salvini dev’essere della partita. Non può pensare di creare l’incidente (ammesso che si convinca) solo per far cadere il Governo da lui voluto e rifarsi una verginità. Certo, il leader del Carroccio non accetterebbe di abolire quota 100. Ma se l’alternativa fosse un nuovo 1992 con tagli e patrimoniale, il suo elettorato lo rincorrerebbe coi forconi. Allora anche lui si cospargerebbe il capo di cenere. La ricreazione è finita. Il priapismo mascellare sta provocando effetti opposti a quelli proclamati. Dovevamo spezzare le reni alla Germania, invece il Governo finto sovranista continua a trasferire soldi a Berlino. Ogni volta che Salvini promette che l’Italia farà altri debiti, infatti, gli investitori vendono Btp e comprano titoli di Stato tedeschi. L’altro giorno i rendimenti del Bund erano negativi. Ciò permette alla Germania di farsi pagare per emettere debito grazie a noi. Da prima gli italiani a prima i tedeschi. Niente male, signor Capitano. Dia retta a noi: cambi rotta alla sua nave se non vuole essere degradato a mozzo.

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