Dieci giorni, solo dieci giorni... Ma solo dieci giorni di tempo possono bastare per un bando pubblico che prevede la costruzione di una palazzina di 650 metri quadrati? Si tratta di una gara d’appalto regolare o - come sussurrano i maligni - è già stato tutto deciso a tavolino? Sono questi i punti principali che emergono dall’ultimo comunicato dell’Ambasciata italiana in Uruguay riguardo la costruzione di una nuova sede consolare. Un progetto che, come abbiamo raccontato in passato fa acqua da tutte le parti, e mantiene irrisolti una serie di interrogativi sull’effettivo beneficio per il miglioramento dei servizi consolari alla cittadinanza, l’unico vero problema in questione. Senza dimenticare le incertezze politiche che arrivano dall’Italia dopo l’esito del voto europeo e il trionfo leghista: cosa succederà in Uruguay in caso di caduta del governo?

Il bando dell’Ambasciata pubblicato sul proprio sito web nella giornata di giovedì recita il seguente messaggio: "Questa Ambasciata ha avviato una procedura di affidamento diretto dell’incarico per l’elaborazione di un progetto esecutivo per la costruzione di un nuovo edificio da adibire a cancelleria consolare. L’affidamento diretto avverrà dopo aver consultato almeno tre operatori economici con le caratteristiche necessarie per l’incarico che verranno prescelti da una lista di ditte. Eventuali manifestazioni di interesse potranno essere inviate entro il 3/6/2019 a amministrazione.ambmontevideo@esteri. it". C’è davvero la volontà di pubblicizzare questa gara d’appalto? È stata pubblicata anche altrove o solo sul sito? Davvero si può credere che le ditte uruguaiane entrino tutti i giorni sul sito dell’Ambasciata? Tra i rappresentanti della comunità italiana evince un chiaro scetticismo. Tutti segnalano il poco tempo a disposizione del bando come un’anomalia. Forse anche contraria alla legge...

"È abbastanza strano che ci siano solo 10 giorni di tempo per presentare i progetti" dice subito Alessandro Maggi, presidente del Comites di Montevideo. "Credo che una ditta abbia bisogno di un tempo maggiore per studiare il progetto, analizzare i costi e infine poter inviare un preventivo. Qui non si tratta di una ristrutturazione ma della costruzione di 650 metri quadrati, insomma un qualcosa di importante che ha bisogno di una lunga e dettagliata preparazione". Si arriverà veramente a costruire un nuovo consolato come promesso dal sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo? Il presidente del Comites è scettico anche alla luce della "delicata situazione politica che sta vivendo l’Italia" con l’incertezza sul futuro del governo giallo-verde: "Se cade il governo che succede? Il Ministero degli Esteri cosa farà con questo progetto?".

"Quando non ti danno tempo per presentarti" -afferma il consigliere Rolando Rossi- "vuol dire che a questo bando si presenterà solo chi ha già pronta la proposta. È irrealistico pensare che 10 giorni di tempo siano sufficienti, ci dovrebbe essere un termine ragionevole di tempo per consentire alle ditte di partecipare al bando". Le innumerevoli contraddizioni dimostrate negli ultimi mesi portano Rossi a chiedersi se dietro questa storia si possano nascondere interessi occulti: "Io non ho elementi per poter pensare che ci siano altri interessi in gioco ma i dubbi sono tanti. Il sospetto è forte. Quando si penserà davvero al bene della collettività e a migliorare veramente i servizi consolari?".

Appare perplessa anche Filomena Narducci, membro dell’esecutivo del Comites: "È tutto molto strano, 10 giorni è un tempo decisamente insufficiente. Non si capisce se il progetto già c’è oppure dovrà essere rifatto". Secondo la Narducci un bando importante come questo dovrebbe ricevere la giusta diffusione: "Nessuno crede al fatto che le imprese di costruzione uruguaiane entrino tutti i giorni sul sito dell’Ambasciata per leggere le novità. Quindi mi chiedo se l’avviso sia stato pubblicato anche altrove per ottenere maggiore visibilità. Nei prossimi giorni cercherò di informarmi meglio, qui c’è qualcosa che non torna".

Matteo Forciniti

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