fake news, la notizia che deve vendere (foto depositphotos)

Senza difesa contro le balle, vulnerabili alle notizie false. Indifesi non tanto i cittadini, i destinatari ultimi, gli utenti dell’informazione spaccia balle. Indifesa contro le news l’informazione stessa, il suo sistema operativo, il suo modus operandi, la sua cultura professionale qui e oggi.

Noa Pothoven non è una minorenne cui è stata consentita l’eutanasia da leggi senza anima e nazione senza cuore.

Tutto questo non è mai successo nella realtà.

Eppure tutto questo è stato praticamente da tutti pubblicato con operativa tranquillità.

A nessuno (quasi) è passato per l’anticamera del cervello, in nessun punto della catena produttiva dell’informazione c’è stato un filtro, una dogana, una verifica. Verifica di plausibilità e intima, diciamo così, coerenza e natura della, diciamo così, notizia. La, diciamo così, notizia non veniva dall’Olanda. Nessuno in Olanda la riportava. Per l’ottimo motivo che le autorità olandesi, d’accordo con la famiglia, avevano deciso di osservare pausa di rispetto del dolore e della privacy. Per quanto strano possa a noi sembrare, a nessuno in Olanda era venuto in mente di fare una tv verità sui familiari al capezzale mentre Noa si lasciava morire, letteralmente si lasciava morire rifiutando di bere e mangiare.

La, diciamo così, notizia veniva da un orecchiamento della vicenda apparso su fonte (?) non olandese. Ma per l’informazione nostrana tutto più che buono. Perché la notizia… piaceva. Rispondeva alle caratteristiche standard: caso umano, Stato cattivo, legge inumana, polemica di valori, esoticità della vicenda. La notizia stava nel format: titolo, nome, polemica. Roba da buttare nella caldaia della locomotiva, carbone di buona resa. Non fa parte del mansionario del fuochista verificare se è carbone finto. Il fuochista butta dentro. Ma non lo fa solo per inerzia, per automatismo lavorativo.

La fake news, la balla, la storia inventata non va in rete e in stampa solo per errore, per incapacità/impossibilità a verificarla. E neanche solo per fretta produttiva. L’informazione è indifesa contro la fake news perché la riconosce come una di famiglia. La fake news veste i panno e ha i tratti somatici del format familiare dell’informazione: clamore alto, approssimazione abbondante, espulsione a viva forza della complessità, abdicazione del dubbio quanto a plausibilità, ignoranza sistematica dell congruità o no delle circostanze riportate, ebbrezza molesta da titolo, grammatica concettuale e non solo improbabile.

Non c’è filtro, non c’è dogana, non c’è anticorpo nell’organismo informazione contro la fake news perché il sistema immunitario dell’informazione riconosce la fake come assolutamente compatibile con l’organismo.

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